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Muore a 56 anni, aveva creato le maglie “Coraggio Livorno” dopo l'alluvione

Alessandro Vestri, agente di commercio, sconfitto da una terribile malattia. Gli amici: «Un uomo coraggioso, persone come lui non dovrebbero andar via»

LIVORNO. «Ciao Alessandro, hai creato questo gruppo mettendo insieme seimila persone in pochissime ore. Oggi chiedo a queste seimila persone un saluto in coro tutto per te. Grande uomo coraggioso, grande amico, solo una parola: grande. Ciao Ale, compagno di azione».. Poche parole e un dolore immenso per Rita Russomanno ricordando Alessandro Vestri, morto a soli 56 anni per una malattia. Il dramma si è consumato giovedì sera. Agente di commercio per lavoro, subito dopo la terribile alluvione del settembre del 2017 aveva creato sul popolare social network il gruppo denominato “Coraggio Livorno”, nato proprio per aiutare la popolazione.

Già una settimana dopo, a scriverlo fu lui stesso, ordinò le prime t-shirt amaranto, con su scritto “Coraggio Livorno 10-9-17”, la data del tragico nubifragio. Un’iniziativa di beneficenza , pensata per aiutare chi quel giorno aveva perso tutto. E riuscita, visto che – come testimoniato dalla stesso foto pubblicate nel corso dei mesi – furono in molti a comprare le magliette che Vestri aveva fatto stampare in città come simbolo della tragedia. Un motto, «Coraggio Livorno», per ripartire. Quel coraggio che Vestri ha avuto nel combattere una terribile malattia, che purtroppo alla fine è riuscito a sconfiggerlo. Ma senza cancellare la sua memoria, ciò che lui ha fatto per i più bisognosi. «Persone come lui non dovrebbero andare via», afferma ancora Russomanno, che per prima ha annunciato del decesso dell’amico ai seimila iscritti di “Coraggio Livorno”.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio dei livornesi per ricordare il cinquantaseienne. Molti toccanti. Tante anche le persone che da ieri hanno affollato la camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri per stringersi ai familiari, in attesa del funerale previsto per sabato 18 gennaio alle 15.15. «Grande guerriero in tutte le occasioni – scrive direttamente sul gruppo da lui creato Gigliola, una sua amica – Trascinatore, condottiero, tutto fatto con il cuore. Ognuno di noi lascia una traccia, tu hai lasciato un ricco vissuto. Purtroppo breve. Orgogliosa di averti conosciuto». Ti ho conosciuto solo per quello che era successo a Livorno – aggiunge Patrizia – Ma posso dire che in quei giorni hai sempre dimostrato di avere un cuore grandissimo tanta educazione e gentilezza. Ti ricorderò per sempre». “Ale” – così come si chiamava pure nella sua pagina sul social network – lascia la moglie e due figli giovanissimi, un maschio e una femmina. «Sarai per sempre con me! La tua cocca», lo ricorda la figlia Veronica.

 

Pubblicato su Il Tirreno