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Uccide una donna sulle strisce: l'arrestato è un viareggino di 27 anni

Travolta mentre attraversava la strada davanti a casa sua. L'operaio alla guida aveva assunto sostanze stupefacenti

VIAREGGIO. L’esito delle analisi di rito dopo un incidente stradale non hanno lasciato più dubbi, alla polizia municipale di Viareggio, su quale sorte sarebbe toccata al giovane investitore di Fatima Karmas, 70 anni, morta investita in viale della Resistenza, al Varignano (la tragedia è avvenuta mentre attraversava la strada davanti a casa sua).

Perché Alessio Donnini, viareggino di 27 anni, è risultato positivo a cannabis e cocaina. Il che significa che queste sostanze erano presenti nel suo organismo, al di là del giorno e dell’ora esatto dell’assunzione.

Agli agenti della polizia municipale non è rimasto altro da fare che comunicare gli esiti dell’accertamento al sostituto Procuratore della Repubblica di Lucca, Elena Leone, pm di turno il giorno dell’incidente. La quale ha disposto per il giovane guidatore la misura degli arresti domiciliari. Provvedimento che è stato eseguito dalla Municipale nel corso della notte tra martedì e mercoledì, come da notizia diffusa ieri mattina dalla amministrazione comunale di Viareggio.

Adesso tocca al personale della Municipale in servizio martedì pomeriggio in viale della Resistenza, sotto la pioggia ed immersi nel buio (la strada ha da mesi 7 lampioni guasti), completare la ricostruzione dell’incidente. Secondo le prime notizie, la signora Fatima era appena uscita dalla propria abitazione, che si trova proprio davanti al luogo dove l’incidente è accaduto. Sull’altro lato della strada, che la donna tentava di raggiungere attraversando sulle strisce, era parcheggiata la sua auto. Mai raggiunta. Perché la Panda guidata da Donnini ha preso in pieno Fatima che ha sfondato il parabrezza della macchina e con tutta probabilità è finita caricata sopra il mezzo, per poi finire a terra - sul retro della Panda - quasi sotto il mezzo, il quale ha percorso circa una ventina di metri tra il luogo dell’impatto e dove si è poi fermato.

Per la donna non c’è stato niente da fare. Lo stato del parabrezza della Panda dimostra la violenza dell’urto. E tra gli esiti dei rilievi ella Municipale uno tra i più importanti sarà quello che determinerà la velocità di marcia dell’auto guidata da Donnini. Velocità che i primi testimoni dell’incidente hanno raccontano come elevata.

Sul luogo dell’incidente è subito corso uno dei figli di Fatima, nata a Casablanca ma in Italia dal 1969, che in Italia aveva messo su la propria famiglia sposando un italiano. Suo figlio ha a lungo lavorato nel negozio di abbigliamento all’angolo tra via Veneto e via Garibaldi, una delle attività del centro città che ha chiuso di recente. Ed è quindi molto conosciuto.

Sono stati momenti drammatici quelli in cui soccorritori e personale della Municipale si sono adoperati per sostenere lo strazio e la rabbia dei familiari di Fatima, che ancora lavorava come badante per una persona non vedente. E che ha trovato la morte davanti alla porta di casa, senza avere neppure il tempo di accorgersene, con la sua borsa che è volata in aria spargendo sulla strada l’intero contenuto.

Alessio Donnini, invece, lavora per una cooperativa che opera anche per Sea Risorse, una delle aziende dei rifiuti a Viareggio. Ed alla piazzola di via Comparini il giovane ha lavorato appena un paio di anni fa.

Ieri mattina nel quartiere Varignano si respirava molta rabbia per quei lampioni rotti ormai da mesi, mai riparati nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini in uno dei punti di traffico più a rischio in città. Sono molti altri i punti luce che non funzionano e tra i cittadini ad una sola voce si denuncia: «la città è al buio».

Perché anche dove l’illuminazione è attiva, i nuovi lampioni a Led installati in seguito al contratto tra Comune e Citelum -è la percezione diffusa - non fanno luce dove e come dovrebbero.

 

Pubblicato su Il Tirreno