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Nessun colpevole per la fine di Maurizio, morto per consegnare panini e fritture

Pisa, firmata l’archiviazione: non emerse prove di una fretta imposta al rider. La sera dello schianto era anche in anticipo

PISA. Non sono emerse le prove che Maurizio avesse subìto l’ordine di correre con il suo scooter per consegnare in tempo panini e fritti. E ipotizzare ulteriori supplementi di indagine, come indicato dalla parte civile, non porterebbe a scenari diversi da quelli di un incidente tragico, ma privo di responsabilità penali anche oggettive. L’inchiesta era contro ignoti.

Il gip Giuseppe Laghezza ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Miriam Pamela Romano e ha chiuso il fronte penale della storia di Maurizio Cammillini. Aveva 29 anni e la sera del 4 settembre 2018 in via Pietrasantina con il suo scooter finì contro un palo. Il decesso qualche ora dopo in ospedale.

Correva troppo perché era in ritardo sulla consegna e non voleva essere multato dal datore di lavoro? Gli accertamenti disposti dalla Procura hanno appurato che sulla tabella di marcia quella sera il rider diventato il simbolo di una precarietà fragile e senza difese non era fuori orario. Anzi, era pure in anticipo e, quindi, è il ragionamento alla base dell’archiviazione, non c’era lo spauracchio della eventuale penalizzazione a costringere il fattorino nel dare gas allo scooter. Un incidente segnato da una fatalità priva di colpevoli. Non ci sono auto o altre moto coinvolte. Lo dicono le telecamere in zona.

La parte civile, la sorella Stefania Pellegrini si è affidata all’avvocato Giuliano Giambartolomei, nella richiesta di opposizione aveva indicato al gip come possibili concause del fuori strada i carichi da trasportare sottolineando la prassi di mettere anche borsa termica tra le gambe oltre ai prodotti messi nel cassetto sul retro dello scooter. Le consegne a domicilio, rapide e frequenti. La penalità in euro trattenuta nel pagamento in caso di ritardi. È il carico di lavoro l’aspetto che la sorella di Maurizio aveva denunciato per aprire un varco che potesse fare luce sulla fine del giocane.

«Chiediamo che venga chiarito se l’indicazione ai riders fosse quella di caricare anche le borse termiche oltre al cassetto posteriore – aveva spiegato al Tirreno –. Avere queste borse tra le gambe può aver portato a una distrazione da parte di Maurizio. Era un carico superfluo? Poteva farlo o era obbligato? Vorremmo queste risposte». Per il Tribunale quelli segnalati dalla sorella e sostenuti dall’avvocato non solo elementi che possono giustificare un processo per omicidio colposo.

Due panini e un fritto.  Maurizio portava a casa dei clienti le consegne per pochi euro. Una corsa interrotta su una curva. Da rider diligente era pure in anticipo. 

 

Pubblicato su Il Tirreno