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Resta un mistero l’incidente in cui ha perso la vita il 32enne Cristian Leone

Il giovane è finito in un fosso con una Ktm 690 mentre saliva lungo via del Castelluccio diretto a San Carlo dalla famiglia.

SAN VINCENZO. Resta un mistero, e rischia di rimanerlo per sempre, l’incidente che sabato sera è costato la vita al 32enne sanvincenzino Cristian Leone, finito in un fosso con una Ktm 690 mentre saliva lungo via del Castelluccio diretto a San Carlo dalla famiglia.. Ieri i vigili urbani hanno ripreso le indagini, ma dalla scena dell’incidente non sarebbero emersi fatti nuovi tali da dare indicazioni sulla possibile dinamica dell’incidente, accaduto su un tratto rettilineo.

La moto è praticamente intatta, escludendo qualche segno provocato dallo scivolamento sull’asfalto, così da far pensare che il giovane non procedesse a velocità particolarmente elevata.

Restano dunque le ipotesi dell’improvviso attraversamento di un animale, oppure di un altro mezzo che potrebbe averlo ostacolato costringendolo a una frenata brusca e imprevista capace di farlo cadere dalla sella, o ancora di una distrazione, peraltro difficile da immaginare visto che si stratta di un lungo rettilineo.

Il fatto è che al momento non ci sono testimoni e nemmeno telecamere. Dell’incidente si è accorto intorno alle 19,30 l’autista di un bus Tiemme che andava verso san Carlo.

Inutili i soccorsi, col medico della Croce rossa di Venturina che ha potuto solo constatare la morte di Cristian Leone.

Resta difficile quindi dare un senso a un incidente nel quale ha perso la vita un ragazzo di 32 anni, che ormai da tempo lavorava in Australia ma che risultava ancora residente a San Vincenzo, dove vivono i suoi familiari.

Non ci sarà autopsia, il pubblico ministero di turno ha stabilito che l’esame non è necessario, e quindi ha disposto la restituzione della salma ai familiari per i funerali. —

 

Pubblicato su Il Tirreno