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Slitta a stamani l’autopsia sull’operaio ucciso dal braccio di una gru

lucca. Contrordine. Per un problema legato al numero eccessivo di esami autoptici (all’ex Campo di Marte si eseguono anche i riscontri diagnostici per decessi sospetti che avvengono a Massa e in Versilia) la necroscopia sul cadavere di Marco Viviani, 52 anni, operaio di Segromigno in Piano, sposato e padre di due figli, morto martedì pomeriggio mentre lavorava alla demolizione di un gru in un cantiere ad Altopascio, non si terrà, come era stato disposto, oggi pomeriggio. È slittata a sabato mattina con i funerali che, a questo punto, si terranno domenica o al massimo lunedì. Ad eseguire l’autopsia sarà il medico legale Stefano Pierotti incaricato dalla procura. L’anatomapatologo ha già effettuato un esame esterno del cadavere riscontrando una frattura cranica incompatibile con la vita dovuta presumibilmente alla caduta da due-tre metri di altezza del braccio metallico della gru che in parte era già stata smontata.

Intanto proseguono gli interventi delle forze politica su questa ennesima morte bianca. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti ricorda che «in Toscana tra gennaio e novembre 2019 ci sono stati 65 morti sul lavoro. La politica ha il dovere di andare oltre l’emotività delle condivise e sentite espressioni di cordoglio per occuparsi in concreto dei problemi. Per questo, a seguito della morte in cantiere ad Altopascio dell’operaio 52enne Marco Viviani, ho scelto di rimboccarmi le maniche e chiedere alla Regione quale efficacia abbia avuto, sin qui, il piano sicurezza sul lavoro approvato nel 2016 e che doveva estendere i propri effetti fino a quest’anno. La Regione deve dirmi cosa sia stato fatto e come, così da individuare il margine per una maggiore efficacia delle politiche di prevenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro». Sul tema interviene anche il consigliere comunale di Capannori Gaetano Ceccarelli: «Attenzione alta significa in primo luogo intensificare e migliorare l’addestramento, la formazione e l’informazione dei lavoratori ancora carente soprattutto nelle piccole aziende, ma significa anche potenziare l’attività di vigilanza e controllo da parte degli enti pubblici. Al contrario a quanto risulta, si assiste da tempo nell’area lucchese ad una diminuzione del numero di tali operatori della prevenzione dovuto a pensionamenti o trasferimenti. Pertanto, per contrastare efficacemente gli incidenti è necessario tra le altre misure innanzi descritte, destinare agli organi di prevenzione più risorse soprattutto in termini di personale». —

Pubblicato su Il Tirreno