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Bacia la suocera all’obitorio: assolto «Dolore condiviso»

La donna lo aveva denunciato per violenza sessuale Era successo davanti alla salma della figlia dell’anziana

Per i giudici, quel bacio sulla bocca dato alla suocera davanti alla salma della compagna deceduta, era stato sì un gesto volgare, ma «rivolto a creare una condivisione del comune dolore». Per questo, un uomo di 74 anni, è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale.

L’inconsueto caso sul quale il tribunale (Adolfo Di Zenzo, presidente, Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi, giudici) ha dovuto decidere, è avvenuto nel 2014 nella zona nord della provincia.

L’uomo, che oggi ha 74 anni, quattro in meno della suocera, era stato accusato dall’anziana di averle fatto più volte delle avances, nonostante che lei fosse la madre della sua compagna, dalla quale aveva avuto una bambina. La donna però, si era ammalata gravemente e per un periodo la suocera aveva dormito a casa della coppia, per aiutarli con la nipotina. Sarebbe stato in quelle occasioni che la donna avrebbe subito quelle avances un po’ troppo insistenti da parte del genero - ha raccontato - come qualche carezza al mattino, per svegliarla. L’uomo, difeso dagli avvocati Davide Lera e Teresa Vacchiano ha spiegato che l’aveva toccata per dirle che stava uscendo per andare al lavoro, per non svegliare la bambina che dormiva con la nonna. Episodi, questi, che però non sono entrati a fare parte del processo che si è concentrato tutto su quel bacio all’obitorio.

La donna avrebbe quindi subito quell’atto da parte del genero davanti alla salma della figlia morta, in un momento di grandissimo dolore. E davanti a testimoni, a parenti che erano lì a sostenerla. Nessuno però, in quella sala, ha visto quel bacio: la donna non avrebbe gridato, non avrebbe protestato. Qualche giorno dopo però aveva deciso di denunciare il genero e con l’avvocato Davide Novelli si era rivolta alla Procura. Al processo, il pm Maria Navarro, ha chiesto l’assoluzione. Secondo i giudici, «quel bacio che la donna aveva percepito come un’offesa sessuale, al contrario, era stato potenzialmente -si legge nelle motivazioni della sentenza - una manifestazione di affetto scaturito dalla tristezza, anche dell’uomo, per la perdita della sua compagna». —

Pubblicato su Il Tirreno