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Esplode il serbatoio della moto nel garage Muore durante la corsa in ambulanza

Leonardo Nannetti aveva 33 anni ed era un grandissimo appassionato di due ruote. Lavorava alla Jsv, l’ex Lucchini





Alle 19 in punto, il tempo a San Luigi si è fermato. Un uomo era nella sua auto, una Bmw X5. Un fuoristrada pesante, che ha cominciato a tremare. «Credevo fosse il terremoto», ha detto. E invece, nella strada parallela, in via Torricelli, si era appena consumata la tragedia: nel garage di una casa che si trova nella strada senza sfondo, era appena esploso il serbatoio di un motore. Lì davanti, a lavorare sulla due ruote, c’era il proprietario, Leonardo Nannetti, 33 anni, che è stato investito dalle fiamme che si sono sprigionate. Pochi metri più in là un suo amico, che è rimasto illeso e che ha dato immediatamente l’allarme.

Il boato dell’esplosione è stato sentito avvertito a diversi isolati di distanza. A quell’ora quasi tutti erano in casa e in tanti si sono affacciati per cercare di capire cosa fosse successo. Poi le grida di Nannetti hanno richiamato l’attenzione verso quel garage interrato, sotto alla palazzina di tre piani. Per lui sono stati inutili i tanti tentativi fatti dai sanitari del 118: l’uomo è morto dopo due ore di agonia: era appena arrivato alla piazzola del 118 dove Pegaso lo avrebbe dovuto accompagnare al Centro grandi ustionati. Ma le ferite che ha riportato erano troppo gravi e dopo i tentativi di rianimazione andati avanti per un’ora, il cuore dell’uomo ha smesso di battere.

Leonardo era lì, nel suo garage: probabilmente stava cercando di aggiustare la sua moto, insieme ad un amico, Pablo Cortese, che però è rimasto illeso.

L’esplosione sembra essere partita dal serbatoio della moto di Nannetti, sulla quale stava lavorando con un saldatore anche se saranno i carabinieri a ricostruire passo per passo quello che è successo dentro a quel garage. L’esplosione è avvenuta proprio di fronte a lui e lo ha travolto. I vicini che hanno sentito le grida di aiuto dell’uomo hanno immediatamente chiamato i soccorsi che sono arrivati subito: Leonardo, gravemente ferito, è rimasto dentro al garage per un’ora intera insieme ai sanitari del 118 che lo hanno stabilizzato prima di portarlo verso la pista di atterraggio di Pegaso. La partenza, però, non è mai avvenuta perché Leonardo, dopo quasi due ore, è morto sull’ambulanza della Croce Rossa di Castiglione della Pescaia. Nell’esplosione, avvenuta proprio di fronte a lui, l’uomo ha perso una mano ed è rimasto gravemente ustionato su più parti del corpo. Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco, due auto della polizia municipale, un’ambulanza e un’auto medica, oltre ai carabinieri della compagnia di Follonica.

La discesa del garage è stata chiusa con una fettuccia e la madre dell’uomo è rimasta lì davanti, in attesa di notizie, per tutta quella lunghissima ora. Sulla camicia chiara della donna erano evidenti le macchie di sangue lasciate dal figlio: è stata lei a correre in garage e a trovarlo ferito e terrorizzato. Sono poi arrivati i tanti vicini di casa, scesi dai palazzi e, dopo poco, anche gli amici di Leonardo che si sono stretti intorno alla donna, cercando di confortarla. Leonardo lavorava a Piombino, alla Jsv, l’ex Lucchini, da poco si era fidanzato ed era appassionato di motori. Da sempre, raccontano gli amici, aveva la passione per le moto e spesso andava in garage per passare il tempo.

Ieri sera, però, qualcosa è andato storto e nel piccolo spazio del garage quell’esplosione è stata letale. L’elisoccorso non si è mai alzato dalla pista di atterraggio perché Leonardo non ha retto. Cortese, l’amico che era lì vicino quando è avvenuta l’esplosione, è stato ascoltato dai carabinieri; cosa sia successo esattamente dentro a quel piccolo spazio interrato saranno loro a dirlo una volta concluse le indagini.

La salma dell’uomo è rimasta nell’ambulanza in attesa dell’arrivo del pm e dell’agenzia di pompe funebri che ha portato il corpo del trentatreenne all’obitorio. Follonica ieri sera era sotto choc: alla piazzola del 118 sono corsi subito la mamma, Daniela Saragosa e il babbo Renzo, insieme agli amici che non gli hanno lasciati soli un minuto. —

Pubblicato su Il Tirreno