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Precipitato dal balcone: «Simone non si è ammazzato, è caduto per salvare la gattina»

Parla la compagna dell’uomo precipitato venerdì sera dal balcone in via Bruno: «Era felice, era stato appena assunto». Oggi sarebbe stato il suo primo giorno

PIOMBINO. «Simone non si è ammazzato, non si sarebbe mai ucciso. Mai e poi mai. Simone è caduto dal balcone per salvare la nostra gattina». Simona De Paulis è ancora sotto choc, distrutta dal dolore eppure lucida. Ha anche tanta rabbia in corpo perché «nessuno ha sentito me, nessuno mi ha fatto domande, eppure i carabinieri hanno già deciso che si è trattato di un suicidio, e anche in città sono subito partiti i soliti commenti cattivi. Ma io c’ero, ero lì e ho visto tutto».


Simona era la compagna di Simone Bernardini, 41 anni, l’uomo morto venerdì sera per le gravi ferite riportate dopo un volo di dieci metri dal balcone del proprio appartamento, al secondo piano di via Giordano Bruno. Il balcone si affaccia sul retro, sulla discesa di via Grosseto, e da lì l’altezza è anche maggiore.


Secondo i carabinieri il suo era stato un gesto volontario, indotto da una fortissima crisi depressiva. «Non è assolutamente vero – spiega Simona – Simone in passato aveva avuto problemi di vario tipo ma ora stava bene. Le stesse analisi che gli hanno fatto nella notte all’ospedale Villamarina lo dimostrano. Nel sangue aveva soltanto le tracce dei medicinali con cui si stava curando, come il litio e i farmaci antiepilettici. Ma era felice. Pensate che proprio il 2 dicembre (oggi, ndr) sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro in un’importante azienda ittica della zona, dove era stato appena assunto. E di questo era contento, lo ripeto, era contento perché il mare era sempre stata la sua vita e finalmente tutto cominciava a girare per il verso giusto».


Cos’è successo dunque venerdì sera? «Avevamo adottato da pochi giorni due gattini abbandonati – spiega Simona – La piccola aveva il cimurro e per questo evitavamo di fumare in casa. Così venerdì sera, dopo aver cenato, Simone era andato in veranda a fumare una sigaretta. Saranno state le nove e mezzo».


Poco prima delle 21, sul proprio profilo Facebook l’uomo aveva postato qualcosa. Tutti link ironici, battute, “meme”. Scherzava, insomma. Un atteggiamento che mal si concilia con l’intenzione di uccidersi.


«Si era portato con sé la gattina - prosegue Simona - che per qualche motivo deve essergli sfuggita di mano. Simone era debole, in questi giorni aveva avuto la febbre. Ma si stava curando proprio per non saltare il primo giorno di lavoro. Non so come sia successo, ma la gattina è finita sui fili dove erano stesi i panni. Simone ha cercato di afferrarla e ci è riuscito, è riuscito a salvarla, ma si è sporto troppo in avanti e ha perso l’equilibrio. Io ero nell’altra stanza, ho sentito qualcosa e sono arrivata lì proprio in quel momento. Mi ha gettato la gattina e l’ho visto cadere all’indietro. Ho urlato, sono scesa in strada. Simone ha fatto un volo di una decina di metri. Ha battuto la testa sullo scalino. Gli ho fatto la respirazione bocca a bocca, prima che arrivasse l’ambulanza. Lo hanno portato all’ospedale ma non ce l’ha fatta. Non c’è stato niente da fare. È tutto così assurdo e ingiusto». 

 

Pubblicato su Il Tirreno