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Agente morto nello schianto, il dolore dei colleghi: «Era una persona splendida»

Livorno, il lutto di prefetto e questore per la scomparsa di Fernando Feleppa. La dirigente Agnese Pane: «Lavoravamo fianco a fianco e per qualsiasi cosa io sapevo che lui c’era sempre»

LIVORNO. Forse è stato l’ultimo ad averlo visto vivo. «Le parole sono ben poca cosa in questa circostanza», è emozionato il prefetto Gianfranco Tomao. Giovedì, verso mezzanotte, ha salutato il suo autista e agente di scorta, Fernando Feleppa. Non sapeva che sarebbe morto nel terribile schianto di Rosignano. «La sua tragica scomparsa ha lasciato me e tutto il personale nello sgomento – continua Tomao – e ci stringiamo alla famiglia nel ricordo e nel dolore per una persona speciale che è venuta a mancare troppo presto».


«Era una bravissima persona – aggiunge il questore, Lorenzo Suraci – mite, competente, disponibile e rispettosa. Un uomo di altri tempi che mi aveva sempre fatto un’ottima impressione. In queste circostanze è giusto fermarsi e pensare a quando, travolti dalle abitudini sbagliate della vita, ci arrabbiamo per le cose che non contano. Queste invece sono le cose per cui arrabbiarsi: la morte di un collega così giovane. Perché tutto il resto ora sparisce».


«Io e Fernando avevamo un patto – racconta la primo dirigente della Polstrada, Agnese Pane – lui non voleva stare al computer, ma in giro. Anche di pattuglia, era socievole: non vedeva l’ora di aiutare le persone e non si risparmiava mai. Quando è diventato autista del prefetto, egoisticamente, mi è dispiaciuto perderlo; ma ero felice per lui. Gli dicevo: “Fernando torna, ci servi”».

«Quando succedono tragedie simili – scrive Angela Bona, segretario provinciale del sindacato Siulp – oltre all’impotenza e all’amarezza c’è solo la voglia di far sentire e comunicare pubblicamente il nostro dolore e far giungere il nostro affetto alla famiglia. La memoria di un poliziotto che si è sempre prodigato per l’amministrazione e per i colleghi deve essere ricordata, il dolore prevale, la rabbia è innegabile, ma abbassiamo lo sguardo in segno di rispetto di fronte a un poliziotto che ha fatto il suo dovere senza mai risparmiarsi». «Le più sentite condoglianze per la prematura scomparsa dell’amico Fernando – dice Pasquale Sannuto, segretario provinciale della Fsp – ci stringiamo alla famiglia, la moglie Ofelia e i figli Chiara e Michele, in questo momento di grande dolore. Eri una persona speciale, rimarrai per sempre nei nostri cuori».

Pubblicato su Il Tirreno