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Bimbo morto schiacciato dalla rete del letto, indagata la società che lo ha distribuito

La Procura ha aperto un fascicolo: il consulente ha depositato la perizia tecnica sul funzionamento del contenitore

GROSSETO. La camera da letto è la stanza della serenità. La stanza dove quasi mai si nascondono pericoli. Come per esempio può succedere in cucina, dove gli incidenti domestici sono frequenti. Alcuni, anche mortali. È difficile che questo accada in camera. Difficile, ma purtroppo, non impossibile. L’impensabile è successo lo scorso agosto a Follonica, dove il piccolo Alessandro Liberti è stato schiacciato dalla rete del letto contenitore dove era andato a prendere i suoi giochi, in camera della madre. Il bambino aveva 8 anni e anche per lui, la camera era un posto sicuro. Sotto al lettone della mamma c’erano alcuni giochi che il piccolo era andato a prendere. Nessuno avrebbe potuto mai immaginare che in un attimo, la rete del letto si sarebbe abbassata travolgendolo. La morte del bambino, avvenuta dopo una settimana di agonia al Meyer di Firenze, ha segnato uno spartiacque nel quale la Procura ha cominciato immediatamente a lavorare.

Per tentare di dare una spiegazione a quello che sembra ancora oggi, a distanza di pochi mesi, e che sembrerà per sempre, inspiegabile. Ora c’è un nome iscritto nel registro degli indagati, quello del legale rappresentante di un noto franchising di arredamento, dove era stato comprato quel letto. Un nome che ancora non possiamo pubblicare perché non abbiamo potuto viosionare direttamente gli atti giudiziari. E c’è anche un relazione tecnica fatta dall’ingegner Andrea Guidetti, consulente della Procura, che ha analizzato, il meccanismo di apertura e chiusura del letto contenitore, soffermandosi soprattutto sul funzionamento dei pistoni che servivano ad alzare la rete e che poi le permettevano di abbassarsi gradualmente. Questo meccanismo però, da qualche parte, si è inceppato. E ora le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maria Navarro dovranno dire se quel modello di letto, ancora presente sul mercato e probabilmente nelle case di moltissimi italiani, sia o meno pericoloso per chi lo acquista. L’indagine di via Monterosa è partita in autonomia: il pm ha voluto cercare una risposta a quello che è successo, per capire se ci siano o meno profili di responsabilità nella morte del piccolo Ale. La settimana prossima in tribunale si svolgerà un incidente probatorio durante il quale il giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna darà l’incarico al medico legale Valentina Bugelli che dovrà stabilire se ci sia o meno compatibilità tra le ferite riportate dal piccolo e la modalità di caduta della rete del letto.

In Italia, quel tipo di meccanismo viene montato su tantissimi letti che ormai si trovano in tantissime camere. In molti cataloghi, capita anche di vedere fotografie pubblicitarie dove dentro a quei contenitori, una volta aperti, ci sono bambini che giocano. Immagini che dovrebbero rassicurare gli acquirenti proprio sul meccanismo di funzionamento. Altre volte invece, la rete con il materasso tirato su viene trasformata dai più piccoli nel tetto di una tenda, il posto segreto - sempre il contenitore - dove giocare. Il letto sicuro, il letto accogliente. Niente che abbia mai fatto immaginare una tragedia come quella che ha colpito la comunità di Follonica che si è stretta intorno alla famiglia del piccolo. In Italia, di casi simili, se ne sono verificati pochissimi. Ma andare a controllare il funzionamento del meccanismo di quei letti che arrivano nelle case di tantissime persone, vista anche la convenienza del prezzo, è ritenuto fondamentale dalla Procura, proprio perché si evitino altre tragedie come quelle che hanno ucciso il piccolo e distrutto la vita ai suoi familiari.La parola ora passerà ai consulenti tecnici, quelli della Procura e quelli dell’indagato che si confronteranno sui risultati ottenuti dalle loro perizie. Non solo per capire se ci siano o meno profili di responsabilità per la morte del bambino ma soprattutto perché tragedie come quella avvenuta lo scorso agosto a Follonica non accadano mai più, tornando finalmente a considerare la camera da letto come la stanza più sicura della casa, quella dove non si corrono pericoli.

Pubblicato su Il Tirreno