• Home
  •  > Notizie
  •  > La strage nazista al Frigido commemorata in ritardo Polemica Anpi-Comune

La strage nazista al Frigido commemorata in ritardo Polemica Anpi-Comune



Quest'anno i morti delle fosse del Frigido verranno commemorati con un lieve ritardo. L'eccidio si è consumato il 16 settembre del 1944, mentre il suo settantacinquesimo anniversario è stato fissato per il 30 di settembre. La cerimonia è stata posticipata di due settimane senza motivazioni apparenti.

L'amministrazione comunale rifiuta il termine “ritardo” e asserisce che la data della cerimonia è stata stabilita dall'Anpi a proporre la data. L'Anpi smentisce.

«Normalmente il Comune, attraverso l'ufficio della memoria, ci contattava per concordare quando organizzare la cerimonia – spiega il vicepresidente dell'Anpi, Nino Ianni – Quest'anno non è avvenuto così». L'Anpi spiega di aver atteso, come ogni anno, la chiamata da parte del Comune. Ma quest'anno qualcosa è andato diversamente. «Passato il 16 settembre abbiamo chiamato l'amministrazione per capire quando tenere la commemorazione. Ci siamo incontrati e abbiamo deciso per il 30 settembre».

Qualcosa non torna e voci di corridoi sempre più insistenti sostengono che l'amministrazione, quest'anno, abbia dimenticato le vittime dell'eccidio. Centocinquanove persone che durante il periodo della ritirata tedesca vennero fucilate sulle rive del Frigido. Accatastate in grandi fosse e scoperte solo tre anni dopo. La storia dell'eccidio fa emergere la radice capitalistica del regime nazista. E più generalmente anche della guerra. Quelle 159 vittime, carcerate e carcerati rinchiusi fino a qualche giorno prima al Castello Malaspina, vennero sacrificate perché ritenute ormai inutili per vincere il conflitto. Fra loro soprattutto antifascisti e partigiani provenienti da Livorno, Pisa e Lucca, ma anche dalla Grecia, dalla Libia e dall'Albania. Nel 1947, quando vennero scoperte le fosse – grazie alla volontà del monsignor Angelo Ricci, cappellano del carcere allestito al Malaspina – iniziò un lungo e triste via vai in provincia. Da tutto il mondo vennero a San Leonardo per capire se quella fine tragica fosse capitata proprio a un loro parente. Come scritto l'amministrazione respinge la parola ritardo e nega di aver dimenticato la commemorazione.. L'Anpi non vuole scadere in una polemica e preferisce non commentare la vicenda. Anche se sottolinea di non aver proposto la data del 30.

Pubblicato su Il Tirreno