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«Cesare, il mio miracolo. Ora il nostro paradiso è andato in frantumi»

Le parole accorate di Loredana Bruno ieri alla cerimonia funebre per il marito, il preside Cesare Lazzari morto per annegamento il 9 agosto nel mare di Ragusa

lucca. «La morte ha colto Cesare di sorpresa, ne sono certa. Mentre ero lì, su quella spiaggia, qualcuno mi ripeteva che il miracolo poteva ancora succedere. Ma io, il mio miracolo, l’ho già avuto dalla vita: ci siamo incontrati. Resta solo una questione in sospeso, per noi. Una vicenda spiacevole, un calvario durissimo da superare. Ma io spero che per Cesare ci sia un risarcimento morale. Gli spetta, per l’uomo e il dirigente che è stato». Loredana Bruno si è fatta forza e ha salito alcuni gradini verso l’altare, fino al pulpito. Di fronte a lei centinaia di persone, venute a rendere l’estremo saluto a suo marito, Cesare Lazzari, il dirigente scolastico dell’Istituto Carrara-Nottolini-Busdraghi, morto per annegamento il 9 agosto mentre si trovava in vacanza in Sicilia con la famiglia.

Era piena di gente, ieri pomeriggio, la chiesa di San Cassiano a Vico: oltre alla moglie Loredana con i tre figli, i familiari, gli amici, c’era la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, Donatella Buonriposi, i docenti e gli studenti dell’istituto. Poi, tra le autorità, con indosso la fascia tricolore, il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, il consigliere comunale di Bagni di Lucca, Silvano Salotti e, per la Provincia, il consigliere Alessandro Profetti.


Cala il silenzio, mentre Loredana Bruno parla. Mentre ripercorre quella che definisce un «calvario». Poi il ricordo della tragedia: «Ci trovavamo in vacanza in Sicilia, tutti insieme, dopo tanto tempo – racconta, commossa, Loredana – ci stavamo godendo una vacanza bellissima, in serenità. Quella mattina Cesare aveva comprato degli oggetti da un ambulante. Disse che li avremmo portati a casa, dopo il bagno in mare. Ma lui, da quel bagno, non è più uscito vivo. E mi ha lasciata da sola».

«Chi mi conosce – prosegue la moglie del preside Lazzari – sa che sono una donna forte. Ma la mia vita, così come quella dei miei figli, non sarà più la stessa. E anche alla scuola mancherà un pezzo. Quella scuola che ha amato con tutto se stesso e quel ruolo che, ogni sera, riportava a casa con lui». «Io, il mio miracolo, l’ho già avuto – sottolinea – ho conosciuto e amato Cesare. Eravamo diversi, ma affini. Io estroversa, lui più schivo e timido. Un amore, il nostro, che riusciva a rinnovarsi, sempre. Anche in mezzo alle difficoltà». –


Martina Trivigno

 

Pubblicato su Il Tirreno