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L’appello-sfogo del papà di Leonardo: «Voglio sapere come è morto mio figlio»

«Era molto attento in strada. Non ce l’ho con lo scooterista che lo precedeva, ma ora può dire cosa è successo»

«Se ci fosse l’eventualità che qualcuno, inconsapevolmente, possa aver determinato la circostanza che ha messo in difficoltà Leonardo, mi farebbe piacere che dicesse come sono andate le cose. Non ce l’ho con lui».


Stefano Giordani non parla con rancore. Non fa parte del suo carattere che lo aiuta ad affrontare una tragedia che per un genitore è una condanna perpetua.


Accanto alla moglie Stefania Santopadre, logopedista a Cisanello (hanno un’altra figlia, Arianna), l’ingegnere dell’Enel, cerca di rimettere insieme una sequenza che per ora non offre l’elemento scatenante che ha portato alla caduta mortale di Leonardo, lo studente del Da Vinci di 17 anni deceduto poco prima delle sette martedì sera sulla Calcesana a Colignola.


«Leonardo era attento»


«Leonardo era molto attento – spiega al Tirreno il papà davanti alla sua abitazione nel quartiere di Porta a Lucca –. Lo si per certo perché a volte mi era capitato di seguirlo con la sua moto. Quando capitò un incidente mortale al padre di un suo amico gli disse che doveva stare attento al sole. Se uno viene abbagliato non si ha più la prospettiva, né la proporzione delle distanze. Non so cosa possa essere successo. Forse una distrazione da parte sua, magari era stanco dopo aver passato tutto il giorno sotto il sole alla piscina come bagnino alla Gabella».


Il papà prova a immaginare gli istanti dello schianto. Il conducente del furgone dietro l’auto, guidata da una grafica cascinese, contro cui è finita la Vespa 125 di Leonardo ha parlato di un’altra moto in zona.


Lo scarto improvviso


«Può essere che chi era sulla moto abbiamo svoltato e mio figlio si sia allargato verso il centro della strada per evitarlo all’improvviso – riflette Giordani –. I testimoni hanno visto che la Vespa si è come impuntata con la ruota anteriore e Leonardo è finito subito sull’asfalto. Ho pensato anche che a quell’ora il sole può dare fastidio. Un abbaglio e non ha visto l’ostacolo, ha frenato e la Vespa lo ha disarcionato».


La moto “fantasma” è stata vista alla destra dello scooter dello studente.


«Non mi spiego lo scarto improvviso – prosegue l’ingegnere –. Chi guidava l’altra moto ha avuto paura di un’auto che si immetteva o avuto la percezione che stesse per sbucare da un incrocio? Voleva svoltare?»


Su Fb il papà si rivolge agli amici di Leonardo: «Quando sarete alla guida delle vostre due ruote, siate vigili sempre, non sottovalutate niente, il sole contro con le ombre modifica le prospettive fate attenzione. Non dovete farvi cogliere impreparati da un imprevisto. Portatevi nel cuore Leonardo e imparate dal suo tragico sacrificio».


Indagini e appello


Ieri pomeriggio gli investigatori della polizia stradale sono tornati sul luogo dell’incidente mortale. Hanno cercato testimoni, possibili appigli per ricostruire la dinamica dello schianto. Non ci sono telecamere e questo non aiuta. Quella famosa moto vista nei paraggi di Leonardo e poi sparita diventa cruciale per definire contesto e cause dell’improvviso sbandamento dello studente dall’esito fatale. Il magistrato Miriam Pamela Romano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e deciderà oggi se disporre l’autopsia. La Polstrada cerca chi era sulla moto scura avvistata in zona.


«Il conducente non si sarebbe accorto di nulla – si legge in una nota – ma comunque potrebbe riferire utili informazioni per il prosieguo delle indagini». Chiunque sia in grado di fornire notizie può contattare la Polstrada di Pisa allo 050 313921. —

 

Pubblicato su Il Tirreno