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Sindacalista, politico, avvocato, due lauree e sindaco (per una notte): ecco chi era Giuliano Carli

Aveva appena compiuto 67 anni, è morto in ospedale. Era stato funzionario anche del Monte dei Paschi di Siena 

GROSSETO. Una vita per la politica e per il sociale che si è spenta appena poche ore dopo il suo sessantasettesimo compleanno. È morto mercoledì notte alle tre all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove era ricoverato a causa di una grave malattia, Giuliano Carli, funzionario del Monte dei Paschi di Siena in pensione e da dieci anni anche avvocato, con studio in via Garibaldi insieme alla collega Giuliana Romualdi. Come avvocato si occupava soprattutto di diritto civile e commerciale.A dare la notizia della scomparsa il fratello maggiore Claudio e la moglie, Loredana Pogorelli, con cui tra pochi giorni Giuliano avrebbe festeggiato quarant’anni di matrimonio. Carli era nato a Grosseto il 9 luglio del 1952.

Nel 1971 il diploma come ragioniere all’istituto tecnico commerciale Fossombroni e poi l’inizio degli studi universitari che lo portano a laurearsi in Scienze politiche. Dopo la prima laurea (a cui seguirà poi quella in Giurisprudenza e l’abilitazione alla pratica forense conseguita il 15 luglio del 2009) Carli ha lavorato fino alla pensione come funzionario della banca Monte dei Paschi di Siena ed è stato anche molto attivo sul fronte sindacale come segretario provinciale della Fiba Cisl dal 1973 al 1979 e membro della segreteria provinciale della Cisl negli stessi anni. Ma Giuliano era conosciutissimo in città soprattutto per la sua militanza nella Democrazia cristiana (proprio come il padre, Valentino Carli), partito per il quale Carli è stato consigliere comunale a Grosseto dal 1980 al 1993. Di quel periodo si ricordano le sue battaglie per il risanamento dell’Ente comunale di consumo e delle Farmacie comunali e l’impegno per la realizzazione di una casa albergo per anziani e dell’elisoccorso all’ospedale. Proprio agli anni Ottanta e al periodo in cui Carli era consigliere comunale risale un fatto ricordato anche dalle cronache del tempo (e sulle pagine del Tirreno di allora) che valse a Carli l’appellativo di sindaco per un giorno.

O forse, solo per una notte. Ma per capire meglio bisogna tornare indietro fino all’agosto del 1987 quando per il Comune di Grosseto inizia una crisi di governo senza precedenti con le dimissioni del sindaco Flavio Tattarini e di tutta la sua giunta. Per la prima volta dopo quarant’anni si rompe l’alleanza tra le forze di sinistra al governo della città. Di fronte al rischio del ritorno alle urne, la Dc col suo capogruppo Giuliano Carli dà la disponibilità a scongiurare le elezioni anticipate. Le trattative tra i partiti vanno avanti per settimane per non far fallire la legislatura finché si delinea la soluzione del cosiddetto pentapartito con l’alleanza tra Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli. Alla vigilia del consiglio comunale decisivo del 18 novembre c’è l’accordo sul nome di Carli come nuovo sindaco di Grosseto ma alle votazioni della mattina successiva la scheda bianca di un franco tiratore ribalta le previsioni e fa saltare tutti gli accordi.

La crisi non si risolse e per la prima e unica volta nella sua storia a Grosseto fu inviato un commissario prefettizio, Mario Palmiero, che guidò la città fino alle nuove elezioni nel maggio 1988 che videro di nuovo sindaco per il secondo mandato Tattarini. Nel 2001 inoltre Carli si candidò al Senato con Democrazia Europea nel collegio di Grosseto su sollecitazione di Sergio D’Antoni, allora segretario nazionale della Cisl. Ieri l’ultimo saluto a Giuliano Carli con il corteo funebre dall’obitorio del Misericordia.

Pubblicato su Il Tirreno