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Strage di Viareggio: confermate in appello le condanne agli ex vertici Rfi, 7 anni a Moretti

Presenti numerosi parenti delle vittime con addosso le magliette con scritto "Noi non dimentichiamo"

FIRENZE. La corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti ex ad di Fs e di Rfi al processo per la strage di Viareggio. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi: anche in primo grado Moretti venne condannato a 7 anni. Moretti, che non era in aula, era imputato di disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. L'11 febbraio Moretti disse in udienza di rinunciare alla prescrizione. La corte di appello ha confermato anche i risarcimenti alle parte civili e le relative provvisionali. Anche Moretti deve risarcire le parti.

LA POSIZIONE DI MORETTI

Moretti è stato condannato non solo come ex ad di Rfi, ma anche come ex ad di Fs. Il tribunale di Lucca, invece, in primo grado aveva considerato la condanna solo rispetto alla sua funzione di amministratore delegato di Rfi. 

LE ALTRE SENTENZE

Condanna a 6 anni per Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano, ex ad di Rfi e Trenitalia. Per Elia la procura generale aveva chiesto in requisitoria 14 anni e 6 mesi (in primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi), per Soprano 7anni e 6 mesi (come la condanna in tribunale).

Assolto Giulio Margarita (ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf, l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) che in primo grado era stato condannato 6 anni e sei mesi. Il Pg aveva chiesto 12 anni e sei mesi. Per i giudici "il fatto non sussiste". 

I giudici della corte di appello di Firenze in camera di consiglio hanno dovuto tener conto della prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio e lesioni plurime colpose contestati a numerosi imputati. La prescrizione in questo processo "vale" 6 mesi di sconto di pena. La stessa procura generale, nella requisitoria, aveva evidenziato l'obbligo legale di applicare la prescrizione in modo lineare a tutte le posizioni in caso di riforma della sentenza di primo grado. Mauro Moretti, ex ad di Fs ed Rfi, era intervenuto durante una delle udienze a cui ha assistito - quella dell'11 febbraio scorso - annunciando alla corte di volervi rinunciare.

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LE REAZIONI

"Oggi è stato fatto un passo avanti verso la giustizia, il secondo grado conferma che ci sono delle responsabilità chiare. Certo questo non vuol dire che termina il dolore, il dolore ancora vivo e non con delle sentenze che si risarcisce una ferita grande e aperta nel cuore della città". Così il sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, parlando coi cronisti al termine della lettura della sentenza. "Oggi si chiude un capitolo  almeno in parte, perchè immagino ci sarà la Cassazione". 

La condanna di Mauro Moretti per la strage di Viareggio anche come ex ad di Fs è " per noi una vittoria". Così il procuratore capo di Lucca, Pietro Suchan, commentando la sentenza pronunciata oggi dalla Corte d'assise di Appello di Firenze. Suchan è arrivato in aula poco prima della lettura della sentenza. "Dobbiamo digerire il dispositivo della sentenza che sarà disponibile domani - ha aggiunto - ma il giudizio complessivo di soddisfazione per il lavoro svolto dalla procura di Lucca, dalla polizia giudiziaria e da tutti coloro che hanno creduto nella necessità di affermazione della giustizia".

L'EMOZIONE DEI PARENTI DELLE VITTIME

Qualcuno è si preso il volto tra le mani, qualcuno ha pianto, qualcuno si aggrappato alla sedia cercando di contenere l'emozione: tutti hanno sussultato quando la corte ha condannato Mauro Moretti anche in qualità di ex ad di Fs. I familiari delle vittime della strage di Viareggio erano presenti in massa, questa mattina, alla lettura della sentenza di secondo grado per incidente ferroviario del 29 giugno 2009 costato la vita a 32 persone. Se Marco Piagentini, presidente dell'Associazione 'Il mondo che vorrei', preferisce restare in silenzio e annuncia una conferenza stampa per domani a Viareggio, dopo essere uscito dall'aula Claudio Menichetti, padre di Emanuela, morta per le gravi ferite riportate dopo l'esplosione del vagone cisterna, ha mostrato ai giornalisti una foto del volto della figlia in ospedale, reso irriconoscibile dalle ustioni: "Come potevo - ha detto rivolto ai cronisti - lasciare perdere una cosa del genere".

"Siamo arrivati a un buon giudizio - ha commentato - finalmente dopo questa sentenza riusciremo a fare qualcosa per la sicurezza". Trattiene a stento le lacrime Luciana Beretti, che nella strage di Viareggio ha perso il figlio Federico Battistini: "Non so cosa farò oggi - ha detto - ma so che mi batte forte il cuore. Penso che finalmente non potranno cavarsela più solo coi risarcimenti". 

LE CONDANNE IN PRIMO GRADO

Ventitré sono state le condanne comminate ad altrettante persone fisiche in primo grado (31 gennaio 2017, Tribunale di Lucca con i giudici Gerardo Boragine, Nidia Genovese e Valeria Marino) per un totale di 168 anni di carcere contro i 260 richiesti dalla Procura (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino). Ed otto sono state le società. Sul banco degli imputati anche i vertici di Ferrovie e delle sue imprese all’epoca dei fatti: Mauro Moretti (7 anni), Michele Mario Elia (7 anni e 6 mesi), Vincenzo Soprano (7 anni e 6 mesi).


Per tutti, dal primo grado ad oggi, è sopravvenuta la prescrizione per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose: sei mesi in meno sulle condanne di primo grado. Nel formulare le richiesta di condanna in appello, il sostituto Procuratore generale, Luciana Piras, si è così espressa: «Non si può non rilevare che fatti gravissimi come questi trattati nel processo vengano cancellati dalla prescrizione come un colpo di spugna e ciò lascia un forte senso di ingiustizia».

 

Pubblicato su Il Tirreno