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Morto a 51 anni dopo l'iniezione, sequestrato il farmaco utilizzato

La procura dispone per lunedì l’autopsia sulla salma di Antonio Baldassarri per verificare se il medicinale usato fosse controindicato per la sua patologia

LUCCA. La procura della Repubblica vuol chiarire tutti gli aspetti legati al decesso di Antonio Baldassarri, 51 anni, l’operaio deceduto sabato sera dopo che la moglie gli aveva praticato un’iniezione di antidolorifico per una fastidiosa sciatalgia.

Per questo motivo il sostituto procuratore Elena Leone, lunedì affiderà l’incarico peritale ad un anatomopatologo di fiducia affinché esegua l’autopsia sull’operaio cartario alla ST, la ex Sca di Porcari. Già lunedì l’autorità giudiziaria aveva delegato i carabinieri di Castelnuovo Garfagnana di acquisire il farmaco che, apparentemente, avrebbe causato lo choc anafilattico risultato letale: il Dicloreum, una molecola utilizzata come principio attivo per combattere il dolore. Il prodotto si trovava sul comodino mentre la siringa è stata, logicamente, gettata dopo aver praticato l’iniezione. I militari che si sono recati nell’abitazione di Vitiana hanno chiesto qualche informazione alla compagna della vittima, Elisa Giusti, 44 anni, l’ultima a vedere in vita l’operaio, con il quale viveva da oltre vent’anni e a cui aveva dato tre figli.

La donna ha fatto il possibile per salvargli la vita senza riuscire ad impedire che morisse soffocato tra le sue braccia. In particolare hanno chiesto alla donna se ricordasse dove e quando aveva acquistato l’antinfiammatorio. Una domanda a cui non è semplice dare risposta visto che ci sono più farmacie in cui la famiglia si rifornisce al momento del bisogno. Inutile sottolineare la drammaticità del momento e il profondo dolore della perdita con una comunità scossa dalla tragedia e che si è stretta intorno alla moglie, ai figli e ai familiari. 

È chiaro che, assieme all’autopsia, potrebbero risultare determinanti gli esami tossicologici. Il magistrato vuol capire se il farmaco è stato usato, come sembra, dopo una prescrizione medica e se avesse avuto delle controindicazioni legate alla patologie della vittima. Poco più di tre mesi fa infatti Baldassarri era stato ricoverato in ospedale - prima a Barga e poi al San Luca di Lucca - per una fastidiosa forma di broncopolmonite. Da cui, probabilmente, non era del tutto guarito. Di recente infatti alcuni amici lo avevano visto un «po’ gonfio». Forse proprio per i farmaci e gli antibiotici usati per combattere la broncopolmonite. E proprio sull’ipotetico nesso causale tra l’iniezione di Dicloreum e il pregresso problema di salute che si concentrano le attenzioni dell’autorità giudiziaria. C’è stato un errore di valutazione medica nella somministrazione del prodotto? L’operaio soffriva di una patologia che non gli era stata diagnosticata? Interrogativi che soltanto l’esame autoptico può chiarire. La moglie e la famiglia di Antonio vogliono sapere, vogliono capire. Da martedì il corpo sarà riconsegnato ai familiari per la celebrazione dei funerali nella chiesa di Fornoli. Dopo le esequie, la salma verrà portata a Livorno, dove sarà cremata. 

Pubblicato su Il Tirreno