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Madre muore a 52 anni mentre la intubano a Cisanello: 10 indagati

La donna era un tecnico di laboratorio a Pisa, lascia un figlio Disposta l’autopsia: per i medici l’ipotesi è omicidio colposo



Una morte improvvisa mentre era intubata all’ospedale di Cisanello. E un’inchiesta della procura di Pisa per capire cosa possa essere successo e se vi sino eventuali responsabilità da imputare ai medici che si sono occupati della donna. Sono i punti fermi dell’indagine alle fasi iniziali diretta dal sostituto procuratore pisano Flavia Alemi sul decesso di Marilena Baroni, una donna livornese di 52 anni, mamma e tecnico di laboratorio dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

Con l’accusa di omicidio colposo sono indagati dieci medici dell’area rianimazione-anestesia di Cisanello, dove la donna – che il 30 giugno avrebbe compiuto 53 anni – era ricoverata in gravi condizioni ed è poi deceduta poco dopo il ricovero.

Un atto dovuto, quello dell’iscrizione sul registro degli indagati, per consentire la nomina di avvocati e medici legali in vista dell’autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni.

La procura ha dato gli incarichi all’anatomopatologo Lorenzo D’Antonio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, a Firenze, e al dottor Rosario Spina, direttore del reparto di rianimazione dell’ospedale di Empoli, mentre il legale della famiglia della vittima, l’avvocato Riccardo Finocckì, ha indicato il dottor Nicola Bisordi, medico legale livornese. Nove dei dieci indagati sono difesi dall’avvocato Patrizio Pugliese e uno dal legale Stefano Del Corso.

La donna lascia il marito e un figlio minorenne. L’esposto dei familiari – presenti nel procedimento come parti offese anche il fratello e la sorella della paziente di origine labronica – è stato presentato dopo il repentino decesso della dipendente ospedaliera, arrivata al pronto soccorso di Cisanello in condizioni molto gravi.

Nessuna volontà di attaccare a prescindere l’operato dei medici, ma la richiesta di analizzare ogni passaggio per capire cosa non abbia funzionato nel decorso sanitario e, se il caso, valutare eventuali negligenze del personale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

I consulenti della procura della Repubblica si sono presi 90 giorni di tempo per consegnare la relazione con cui dovranno chiarire cosa è successo alla paziente e se le procedure seguite dai medici sono state corrette, e in linea con il protocolli, nonostante la morte sopraggiunta durante la fase di intubazione della donna. —

Pubblicato su Il Tirreno