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Trovato morto sulla barca pescatore di 43 anni

Vincenzo Feola è stato ucciso da un malore. Scoperto il corpo nel bagno del peschereccio su cui lavorava a Portoferraio

piombino. Una tragedia si è consumata a bordo del peschereccio Falco, ormeggiato al Molo Gallo di Portoferraio nella prima mattina di ieri. Il corpo senza vita di Vincenzo Feola, pescatore piombinese di 43 anni e membro dell’equipaggio del peschereccio elbano, è stato trovato senza vita nel bagno di servizio dell’imbarcazione, rimasta ormeggiata per la notte sulla banchina del molo di Portoferraio.

Sono stati i compagni pescatori a dare l’allarme e a fare la triste scoperta. Vincenzo non si vedeva da un pezzo a bordo. Lo hanno cercato. Poi hanno trovato la porta del bagno chiusa. Quando sono riusciti ad aprirla hanno trovato il corpo senza vita del compagno, steso a terra.

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, ma non c’è stato niente da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatare la morte del pescatore, sulle cui cause si farà luce nelle prossime ore. I carabinieri sono intervenuti a bordo, assieme al personale della Capitaneria di porto e al medico legale dell’Asl. Hanno ascoltato i compagni del pescatore piombinese, che potrebbe essere morto in seguito a un malore. Ma sarà l’autopsia, che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni, a chiarire le cause della morte improvvisa del 43enne.

La notizia è circolata rapidamente nell’ambiente del porto di Portoferraio e in special modo tra i marittimi della marineria di Portoferraio, oltre che di Piombino. Feola, cresciuto in città, da qualche mese aveva varcato il canale per lavorare a bordo del peschereccio della marineria di Portoferraio. Sposato, Vincenzo era piuttosto conosciuto a Piombino. La famiglia in passato aveva gestito un distributore di carburante a Salivoli. Lascia la moglie e una bambina di 12 anni, oltre a un fratello, e alla mamma che viveva nella sua stessa casa, anche se molto spesso Vincenzo restava a dormire sulla barca dove lavorava..

La famiglia è di origini campane, ma da tanti anni si era trasferita a Piombino. Ancora da fissare la data del funerale, si attende l’esito dell’autopsia. —

Pubblicato su Il Tirreno