• Home
  •  > Notizie
  •  > Addio a “Grandine”, partigiano boscaiolo e anima di Santa Fiora

Addio a “Grandine”, partigiano boscaiolo e anima di Santa Fiora

A 96 anni si è spento Rino Vellati. Fu tra i testimoni del ritrovamento dell'ominide di Baccinello

SANTA FIORA. Santa Fiora ha dato l’addio al suo “Grandine”. Si sono svolti a Santa Fiora, nella chiesa di San Rocco, i funerali di Rino Vellati, per tutti Grandine, che era stato il suo nome di battaglia di partigiano. Era nato ad Arcidosso, ma da sempre con radici ben piantate a Marroneto di Santa Fiora, dove ha sempre vissuto con la moglie Brandina Franceschelli per ben settantadue anni da quando si erano sposati. Novantasei anni portati alla grande, un secolo di esperienze di vita fra lavoro, guerra, Resistenza e attività comunitarie che ne avevano fatto un protagonista della comunità santafiorese.


Rino aveva cominciato a lavorare quando aveva 13 anni, seguendo il padre a dicioccare a Pescia Fiorentina, dove i due arrivavano in bicicletta e a dorso d’asino, come Rino raccontava anche in una sua intervista rilasciata al Museo delle Miniere. Poi carbonaio, mietitore, boscaiolo.


Una adolescenza di lavoro culminata, quando aveva 18 anni, nell’attività di minatore, a Ribolla e a Baccinello.


E proprio Rino era stato uno dei protagonisti nel momento del ritrovamento dell’ominide (l’unico scheletro intero esistente di un Oreopithecus Bambolii, una scimmia antropomorfa vissuta 9 milioni di anni fa), il 2 agosto del 1958, fatto che lui raccontava con lo stupore e l’entusiasmo di chi si è trovato di fronte alla grande storia, rammentando il momento in cui furono viste le ossa sul soffitto di una galleria, la festa col professore svizzero Johannes Hürzeler che da anni raccoglieva i reperti che i minatori trovavano fra il carbone e la soddisfazione di aver ricevuto insieme agli altri compagni di questa avventura una medaglia di riconoscimento e ricordo.


Poi la vita militare e l’ingresso nella Resistenza. «Mio padre – racconta il figlio Paolo – era entrato nella banda di partigiani di Capalbio. La zona infatti, la conosceva benissimo, con le sue macchie e i nascondigli, visto che ci aveva lavorato fin da ragazzino».


Grandine fece parte della Bam, la Banda Armata maremmana, nata a Capalbio il 18 settembre 1943 e appartenne a questo gruppo dal 1º febbraio 1944 al 15 giugno 1944.


Una volta tornato a casa, a Marroneto, Rino ricomincia a lavorare: guardia notturna e la gestione per anni di un bar a Marroneto. «Ma la sua grande passione era il bosco – rammenta il Paolo – il bosco, il taglio, era il suo vero pallino».


Rino era anche una delle anime degli eventi della tradizione santafiorese: la Befana e il Carnevale morto, due spettacoli unici nel loro genere. «Mio padre – ricorda Paolo – si vestiva e cantava la Befana e gli è capitato di andarla a rappresentare anche in provincia».


In tanti lo hanno ricordato ieri, in occasione del funerale, come parte solida della comunità di Marroneto e di tutto il comune santafiorese e a lui sono arrivati a rendere omaggio vertici e esponenti dell’Anpi provinciale. —

 

Pubblicato su Il Tirreno