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Ghivizzano in lutto per la scomparsa del tenore Martinelli

COREGLIA ANTELMINELLI. Ha ha lanciato l’ultimo acuto della sua vita. Gianluca Martinelli, il famoso tenore nato a Ghivizzano, è morto ieri nella sua casa milanese, a 88 anni. La sua è stata una carriera da grande protagonista nel mondo della musica: ha cantato con Maria Callas, ha inciso due Cd con le più famose arie liriche dei vari maestri italiani, ha vissuto calcato da primattore il palco della Scala di Milano, tempio della musica.

Martinelli però, nonostante la gloria e la fama, non ha mai reciso le sue radici ghivizzanesi, al punto che in più occasioni ha voluto dare il suo contributo (anche economico) per valorizzare il paese natio, dove tuttora ha una casa. Il suo impegno lavorativo e artistico lo ha portato sin dagli anni cinquanta lontano dalla Mediavalle, poi la chiamata del Coro della Scala, di cui sarebbe diventato primo tenore, e l’inizio di un prestigioso percorso che lo ha portato in giro per il mondo accanto alle più belle voci della lirica. Anche da solista si è fatto valere, duettando con artisti assoluti. Ma accanto al riconoscimento del suo indubbio valore artistico, nella propria terra di origine si è sempre fatto apprezzare anche per il forte attaccamento alle proprie radici. Infatti, Martinelli ha contribuito, tra le altre cose, al restauro dell’organo della chiesa a Ghivizzano Castello, e poi ha organizzato tante iniziative culturali.

Il consigliere comunale Emilio Volpi, suo amico da decenni, ha dato l’annuncio della sua morte, accompagnando la triste notizia con alcuni aneddoti: «Ancora una perdita di un personaggio nella Comunità di Ghivizzano, a lasciarci questa volta è Gianluca Martinelli, “Pavarotti” per gli amici. Risiedeva a Milano dove è stato cantante alla Scala ma come poteva venire nella sua Ghivizzano non perdeva l’occasione e qui passava parte dell’estate e anche altri periodi dell’anno. Memorabili le sue partite a carte al bar Sport e memorabile la sua tipica frase anche quando perdeva diceva “Fa niente”. Tutte le volte che partiva per Milano io gli chiedevo “quando ritorni”? E lui rispondeva “questa volta non lo so se torno”. Purtroppo questa volta ci hai indovinato. Gianluca, mi e ci mancherai veramente.

Martinelli lascia due figli e i nipoti, e anche grosso vuoto in tutta la comunità di Coreglia Antelminelli. E qualcuno sta pensando di intitolare una via o una piazza dell’illustre compaesano. —

Nicola Bellanova

Pubblicato su Il Tirreno