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Addio a Paola Nappi, giornalista-guerriera: dal Tg3 alla malattia sempre con il sorriso

Si è spenta a 55 anni la collega della Rai: nel febbraio 2012 aveva avuto un malore al Giglio mentre seguiva la Costa Concordia. I funerali nella chiesa Santa Lucia ad Antignano

LIVORNO. Paola Nappi ha vissuto due volte, ma una cosa non ha mai perso: un sorriso spontaneo e contagioso. Lo mostrava appena si spegnevano le telecamere dopo un servizio, magari immersa nell’acqua fino alle caviglie a raccontare l’alluvione del 2009 tra Pisa e Lucca da inviata Rai del Tg3, e lo ha mantenuto nella malattia, durante le ore, tante e faticose, di riabilitazione, in seguito al malore che l’aveva costretta a dire addio alla sua passione – il giornalismo – e alla sua esistenza precedente, divisa tra Livorno, dove era nata e viveva, e Firenze, nella sede regionale della Rai dove lavorava. «Per sette anni – racconta babbo Roberto annunciando la scomparsa della figlia avvenuta ieri mattina dopo un mese e mezzo di agonia – ha lottato per restare attaccata alla vita».


Perché Paola era così, ostinata in tutto quello che faceva, testarda nel voler raggiungere gli obiettivi in cui credeva: la famiglia, la professione, gli amici. Se n’è andata presto, troppo presto, a 55 anni, lasciando due figli adolescenti, Leonardo e Gaia, il marito Nicola, e un universo di persone che negli ultimi sette anni hanno tifato per lei. La rete l’aveva ribattezza la giornalista-guerriera da quel maledetto 13 febbraio 2012 quando si sentì male sul sagrato della chiesa dell’isola del Giglio dove per la Rai doveva seguire la messa in suffragio per le vittime della Costa Concordia. Dal quel giorno ha lottato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Siena riuscendo, alla fine, ad uscire dal buio.



Alla collega di Vanity Fair Irene Vella aveva raccontato, con quell’ironia tutta livornese che le permetteva di ridere – sembra incredibile – anche sulla propria malattia: «Appena mi sono risvegliata dal coma non riuscivo a parlare, mi stancavo subito, prima di rialzarmi ci ho messo dei mesi. La forza l’ho trovata nei miei figli e in mio marito in primis, e poi tutte le testimonianze d’affetto ricevute dai colleghi e dalle persone incontrate durante il mio lavoro, avevano anche creato un blog dove si scambiavano informazioni e mi incitavano a non mollare. Ogni giorno sulla bacheca di Facebook mi lasciavano messaggi di incoraggiamento. C’era chi pregava, chi mandava sms al mio cellulare spento, nel momento del bisogno ho scoperto che tante persone mi volevano bene».


Un racconto pieno di forza, senza lasciarsi mai prendere dallo sconforto o scivolare all’autocommiserazione. Nessun bluff, Paola era così, anche in quella lunga gavetta che l’aveva portata dalle prime collaborazioni fino a raccontare per la Rai i grandi eventi di cronaca come il terremoto in Abruzzo e fatti di costume come Miss Italia. «Nel 1991 – spiegava parlando degli inizi – Piero Vigorelli stava cercando giovani cronisti per un nuovo esperimento di Rai Due: l’informazione al pomeriggio, sembrava una pazzia. Mi propose quattro mesi di contratto “poi non si sa, potrebbe non andare più in onda, è un azzardo” mi disse. È cominciata cosi l’avventura più bella della mia vita».


Il battesimo del primo collegamento con David Sassoli, nel ’99 la direttrice Tiziana Ferrario la chiama al Tg1 per le prime edizioni del Tg-ragazzi con Filippo Gaudenzi: con il GT arrivano due Telegatti e una menzione speciale al Premio Ilaria Alpi con un servizio realizzato sui bambini-soldato schiavi nel Sudan.Poi il Tg3 e nel 2002 a Firenze con Bellitalia. L’assunzione definitiva, dopo 14 anni di contratti a termine, nel 2005 al Tg della Toscana. In mezzo anche una collaborazione con Il Tirreno dove ha raccontato i candidati alle elezioni amministrative del 2004.

Un percorso fatto anche di sacrifici per una donna che oltre alla professione («dormo con la valigia sotto al letto») non aveva voluto rinunciare agli affetti. «Per la famiglia – ammetteva nel 2009 – bisogna essere disposti a fare qualche sacrificio e a delegare. Io ho due figli e con noi vive la mitica tata Erika. Se non ci fosse lei sarebbe tutto più difficile, e poi c’è una maestra per i compiti e per fortuna abbiamo ancora quattro nonni». I funerali di Paola Nappi si svolgeranno venerdì 11 alle 15 nella chiesa di Santa Lucia ad Antignano. 

Pubblicato su Il Tirreno