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Oggi i funerali di Speridnè il generale “dei miracoli”

PONTREMOLI. Si terrà oggi alle ore 14 in Duomo a Pontremoli il funerale del generale Giancarlo Sperindè. Gli aderenti al Gruppo Alpini di Pontremoli parteciperà alla cerimonia con il caratteristico cappello dalla lunga penna nera per ricordare, dicono, «un amico che ha dato tanto al Gruppo trasmettendoci quell'entusiasmo alpino che ci ha sorretti per tanti anni». Al termine della funzione la salma del generale in congedo verrà tumulata nel cimitero di Pozzo, frazione di Mulazzo, dove Sperindè aveva residenza in Lunigiana anche se da molti anni abitava a Bolzano con la moglie Liliana da cui aveva avuto due figli: Stefano e Paola.

Classe 1933, Sperindè ha dedicato la sua vita al corpo degli Alpini che ha sempre servito con passione e dedizione come raccontava in un vecchia intervista del 1986 quando aveva collaborato alla realizzazione di una fiction televisiva prodotta dalla Rai intitolata "Il piccolo Alpino", l'allora colonnello Sperindè, che era al comando del IV battaglione degli Alpini aveva realizzato alcuni interventi che, alla troupe della Rai parvero veri e propri miracoli. Come quello di montare in 48 ore una teleferica vera per unire due picchi scoscesi delle Alpi, oppure quella di piazzare delle cariche a salve in vari punti di una montagna per creare l'effetto dei cannoni che sparano. «Nessun miracolo» rispondeva Sperindè al giornalista, «uomini addestrati appositamente come i nostri alpini, trovano normale montare una teleferica, anche se le difficoltà possono sembrare ad altri superiori. Fa parte della loro preparazione».

Terminato il servizio attivo, il generale è rimasto vicino alle Penne nere: partecipava alla tradizionale festa degli Alpini a Pontremoli. È stato una delle figure cardini delle rievocazioni della Grande Guerra che si sono tenute a Pontremoli in occasione del centenario. Un impegno che dimostrava il suo legame con la Lunigiana, era di antica famiglia pontremolese - il padre era un noto commerciante - e Sperindè veniva spesso nella città del Libro per incontrare i tanti amici . —

Riccardo Sordi



Pubblicato su Il Tirreno