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Ciao amica e collega coraggiosa, non dimenticherò la tua lezione

Il ritratto dell’ex caporedattore del Tgr Abruzzo dopo il dramma  Dall’incontro per il terremoto ai messaggi durante la riabilitazione  

il ricordo

Domenico Logozzo *

Ci ha lasciati la “giornalista guerriera” Paola Nappi, brillante, generosa e sfortunata inviata del telegiornale della Toscana. Paola era stata inviata della Rai in Abruzzo dopo il terremoto che dieci anni fa ha devastato L’Aquila.

Una esperienza che l’ha segnata profondamente. Lo ricordava spesso. Paola non ha mai dimenticati gli abruzzesi. «La trasferta in Abruzzo – mi ha scritto nel 2015 – ha dato un senso alla mia professione, esserci e raccontare. Il verde d’Abruzzo è un verde particolare e l’azzurro del suo cielo sono indimenticabili! Sono stata la prima volta in Abruzzo per la “Vita in Diretta”. Una settimana a Pescara, per casi vari, fra cui quello dell’uccisione dell’avvocato dei carabinieri. Mi ricordo il processo Capoccitti, lì vidi la collega inviata del Tg3 Rita Mattei, era il mio mito».

Quando nel gennaio del 2017 c’è stata in Abruzzo la situazione di grave emergenza con il terremoto, la grande nevicata e la tragedia di Rigopiano, ho ricevuto da Paola questo commovente sms: «Ciao Mimmo. Ti ho pensato molto. Volevo telefonarti, adesso lo scrivo qui. Vedo le immagini dell’Abruzzo e vi penso. Volevo ospitarti a casa mia in Toscana, a Livorno, sul mare. Sappi che qui ci sarà sempre posto per voi. Io non sono la stessa di una volta, adesso sono disabile, in sedia a rotelle, ma sarei felice di ospitarti e di abbracciarti ancora. Ricordatevi che qui sarebbe bello riabbracciarvi, un’occasione che la vita ci dà. Tvb capo».

L’amicizia, nata quando ero Capo Redattore in Abruzzo, si è irrobustita con il passare degli anni. Lunghi colloqui telefonici nei momenti più difficili del suo lungo calvario. Cercavo di darle coraggio, ricordando il grande impegno professionale, i risultati positivi che aveva ottenuto, e augurandole di ritornare in campo come sempre “giornalista guerriera”.

E lei: «Mi ha fatto bene al cuore sentire la tua voce. Grazie che mi ricordi continuamente la mia vita passata. E chi ero». Dopo l’esperienza abruzzese, con Paola ci eravamo nuovamente “incontrati” professionalmente nel 2011, con l’avvio dell’iniziativa editoriale della Tgr “Italia Sera”».

A Roma ero Capo Redattore Centrale. Ricordo le sue impeccabili dirette fatte dalla Toscana in occasione dell’alluvione che aveva colpito anche la Liguria.

Un mese fa avevo sentito il marito Nicola. «Purtroppo non ci sono buone notizie, per Paola non c’è più niente da fare». Ieri mattina il triste annuncio della morte dato dal padre Roberto. La Rai perde una grande risorsa professionale. Un esempio di buon giornalismo.

Ciao “giornalista guerriera”, grazie la preziosa eredità umana e professionale che ci consegni e che non deve essere dispersa. —

*Giornalista

già capo redattore

Tgr Rai

Pubblicato su Il Tirreno