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Duplice omicidio in Francia: lo choc dei parenti dopo la scoperta

Pontedera, la cognata delle vittime messa in contatto con il nipote che vive all’estero. «Nessuno immaginava questo dramma»

PONTEDERA. «Sono sconvolta, ora abbiamo bisogno solo di silenzio». È drammatica e sconcertante la verità che Fausta Zeiro, pensionata di 73 anni, ha scoperto sul cognato, Massimo Degl’Innocenti, settantenne, ucciso in Francia insieme alla moglie Geneviève, 77 ani, nel marzo 2017. La pensionata, che vive a Pontedera, alcune settimane fa, su consiglio di un conoscente, si è rivolta alla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. Non aveva notizie del cognato – il fratello del marito defunto – ormai da troppo tempo. Stava in pensiero ma non sapeva a chi rivolgersi per avere notizie. E i tentativi da lei compiuti non avevano dato l’esito sperato.

Poi l’epilogo che lascia senza parole. Il cognato, nato a Montecatini Terme nel 1945 e che ha trascorso l’infanzia e la giovinezza a La Rotta di Pontedera, è stato barbaramente ucciso mentre era in casa sua insieme alla moglie, da una banda di efferati criminali, protagonisti di altri fatti di sangue, come riportato dalle cronache locali del marzo 2017 e dei mesi successivi, visto che gli autori sono stati arrestati e portati in carcere. Una banda che ha saccheggiato e ucciso più volte.

Dopo i coniugi sono accusati di avere ammazzato una pensionata e stuprato una donna e per questi crimini sono stati arrestati. «Mi dispiace tanto per questa signora. L’abbiamo aiutata volentieri, nessuno immaginava questo epilogo. Quando abbiamo iniziato le ricerche dell’uomo speravamo in un’altra conclusione», sono le poche parole della sindaca Ceccardi che nei prossimi giorni ha invitato la cittadina in municipio a Cascina sperando che possa esserle di conforto.


Degl’Innocenti aveva lasciato l’Italia quando aveva meno di 18 anni, prima di trasferirsi a Montlucon, cittadina di 40mila abitanti, dove è morto, aveva lavorato in Germania e alle Baleari. «Siamo sconvolti, cercate di capire», aggiunge il nipote Paolo, figlio di Fausta.


L’altra mattina, in municipio a Cascina, la pensionata di Pontedera ha ricevuto la lettera che il nipote francese le ha scritto una volta che è venuto a sapere che Fausta Zeiro stava facendo di tutto per sapere che cosa era successo al cognato. «Quando è venuta in Comune e le abbiamo consegnato la lettera del nipote – racconta la presidente del consiglio comunale di Cascina, Elena Meini – già le avevamo comunicato da circa una settimana che il cognato era morto. Nessuno di noi sapeva che era stato ucciso. È stato un momento difficile ma di grande tenerezza. Ci siamo commossi per questa storia così incredibile». Ora Fausta ha i recapiti del nipote, potranno sentirsi e incontrarsi se lo vorranno. «Noi lo abbiamo chiamato per telefono, si sono già parlati – racconta Meini – All’inizio, quando la donna è venuta a chiederci una mano nelle ricerche non pensavamo di riuscire ad aiutarla. Le abbiamo detto: «Non le promettiamo nulla, ma cercheremo di fare il possibile. Nessuno poteva immaginare una storia così drammatica».


Anche a Pontedera la notizia del duplice delitto avvenuto in Francia più di un anno fa ha suscitato sconcerto. Massimo Dell’Innocenti ormai viveva in Francia da molti anni ma le circostanze emerse in questi giorni fanno pensare che da parte delle autorità non ci siano state comunicazioni ufficiali alla famiglia.

 

Pubblicato su Il Tirreno