• Home
  •  > Notizie
  •  > Tre morti sul ponte: le ultime telefonate del tecnico dell’Enel

Tre morti sul ponte: le ultime telefonate del tecnico dell’Enel

gROSSETOIn aula arrivano le ultime telefonate che Paolo Bardelloni, 58 anni, ha fatto e ricevuto quella tragica notte tra il 12 e il 13 novembre 2012. Era in auto insieme Maurizio Stella, 47 anni, e...

gROSSETO

In aula arrivano le ultime telefonate che Paolo Bardelloni, 58 anni, ha fatto e ricevuto quella tragica notte tra il 12 e il 13 novembre 2012. Era in auto insieme Maurizio Stella, 47 anni, e Antonella Vanni, 48 di Larderello, tutti e tre dipendenti Enel di ritorno da Roma dove avevano tenuto, da docenti, un corso sulla sicurezza.

Un tema a cui facevano riferimento anche fuori dal lavoro, viste le continue telefonate che quella notte hanno fatto alla polizia stradale per chiedere indicazioni sulle strade chiuse per l’alluvione che aveva colpito il sud della Maremma. Indicazioni che hanno condotto l’auto dalla Marsiliana a Manciano, su quel ponte crollato mentre i tre lo stavano attraversando con l’auto, restando vittime della piena dell’Albegna. «Nessuno deve permettersi di parlare di incoscienza», ha detto Riccardo Bardelloni, figlio di Paolo, nel corso dell’udienza in cui il giudice Andrea Stramenga ha deciso di riunire i due procedimenti per omicidio colposo aperti dopo la tragedia, in cui sono indagate cinque persone: Gian Paolo Conti, referente tecnico di zona di Costrade, la società incaricata dalla Provincia del pronto intervento in casi di emergenza, Umberto Tozzini, all’epoca responsabile viabilità dell’ente, Luciano Machetti, che ha ricoperto il ruolo di direttore del Consorzio Osa Albegna fino al febbraio 2015, Massimo Luschi, all’epoca responsabile del settore viabilità della Provincia di Grosseto e Renzo Ricciardi, perché responsabile del settore viabilità dopo Luschi.

Un processo iniziato ieri coi tabulati tra Bardelloni e la polizia stradale, con quest’ultima che spiegava come Grosseto fosse raggiungibile da Manciano. Riccardo Bardelloni ha sentito per l’ultima volta suo padre intorno alle 22 del 12 novembre. Poi il silenzio. «Quella notte le auto viaggiavano senza problemi sul ponte, che non era chiuso», ha detto in aula il figlio. Stessa versione data da Giampiero Giannini, un mancianese che quella sera attraversò il ponte: la transenna c’era ma non impediva il passaggio. —

A.F.

Pubblicato su Il Tirreno