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Incidente mortale al porto, il procuratore Giubilaro: «Inaccettabile morire così»

Il procuratore capo Aldo Giubilaro contesta la scarsa sicurezza. Anche i sindacati sul piede di guerra: oggi un’ora di sciopero

CARRARA. «La questione sicurezza è stata lasciata indietro, non gli è stata data la priorità dovuta e adesso siamo arrivati a una situazione che non è sostenibile. Non è accettabile che ci siano così tanti morti. Non può andare avanti così e per cambiare le cose occorre l’impegno di tutti, dalle istituzioni ai privati. Il dibattito sulla sicurezza sul posto di lavoro deve tornare d’attualità. Ma per farlo bisogna rifondare tutto».

A parlare è il procuratore capo Aldo Giubilaro. Parole pronunciate non appena messo al corrente dai suoi collaboratori della morte dell’operaio. Ma proprio di sicurezza si era parlato su quella banchina, tre ore prima della morte di Alessandro Lorenzani. Era stato un sindacalista della Filt Cgil, Domenico Ciavarella, a fare dei rilievi ai colleghi per dei carichi dall’alto che potevano essere pericolosi: «Qualche decennio fa - spiega Ciavarella - gli incidenti in porto erano diminuiti perché si era capito che bisognava mettere in pratica tutto quello previsto dalle normative per garantire la sicurezza ai lavoratori. Ora non è più così».


L'Autorità portuale con la presidente, il segretario generale, i dirigenti ed il personale tutto sono vicini alla famiglia dello sventurato operaio morto oggi, ai colleghi ed alla società Porto di Carrrara. Subito dopo l'accaduto, il personale della AdsP nelle persone dei dirigenti Luigi Bosi e Luca Perfetti e dei funzionari Ivano Melito, Domenico Ciavarella, Federico Filesi e Gianni Passeggia, unitamente al Segretario generale Francesco Di Sarcina sono accorsi, prestando la massima collaborazione con gli organi inquirenti. «In questi momenti non occorre altro che rispettare il silenzio di chi soffre e adoperarsi affinché al più presto venga fatta totale chiarezza sulla dinamica dei fatti», ha detto Di Sarcina.


UN’ORA DI SCIOPERO. In serata i sindacati di categoria hanno proclamato un’ora di sciopero, a fine turno, per oggi mercoledì 22, per tutti i lavoratori delle aziende che operano al porto.


«Una tragedia annunciata». Così Domenico Ciavarella, Filt-Cgil, commenta l'incidente. «Non ha sentito il carrello che arrivava. Lui stava attraversando la banchina, ha proseguito nonostante un uomo gli avesse gridato dietro, e il muletto l'ha schiacciato». Perché una tragedia annunciata? «Bisogna vedere come si lavora qua – prosegue Ciavarella – gli spazi sono carenti. Il carrello ha un punto cieco, ha scarsa visibilità laterale. In questo caso non c’era nemmeno traffico, c'erano solo due navi.».


Invoca misure di maggiore sicurezza anche Paolo Gozzani, segretario provinciale Cgil: «I movimenti del muletto andrebbero segnalati. Il mezzo emette un suono quando arretra, ma non quando avanza». Si tratta dell'ennesima tragedia per Luca Mannini, segretario Fit-Cisl di Massa-Carrara: «Negli ultimi 10 anni abbiamo avuto una quindicina di morti bianche in Provincia. Evidentemente qualcosa non funziona. Sulla sicurezza le aziende devono investire».


«Proviamo tanta tristezza ma anche tanta rabbia – commenta il segretario della Uil nord Toscana, Franco Borghini - Tanta tristezza perché non riusciamo a cambiare rotta a svoltare. È uno stillicidio che non riusciamo a fermare, dai monti al mare».


Moltissime altre le reazioni in cui si sollecitano azioni più incisive a difesa della vita, dai parlamentari Martina Nardi e Cosimo Maria Ferri, dal consigliere regionale Giacomo Bugliani e altri ancora. —

Pubblicato su Il Tirreno