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Addio alla voce della Supercar Kitt

È morto l’attore e doppiatore Adolfo Lastretti, abitava ad Albinia

ORBETELLO. È morto sabato a Loiano (Bologna), all’età di 80 anni, Adolfo Lastretti, noto attore italiano legatissimo alla Maremma. Prima dell’insorgere della sua malattia a causa della quale ha lasciato la Maremma, Lastretti aveva abitato ad Albinia.

Era facile vederlo seduto a sorseggiare un caffè in un bar della Maremmana o passeggiare per corso Italia a Orbetello. Un uomo apparentemente taciturno e solitario.

La sua carriera da attore inizia negli anni ’60. Da quel momento tanti i suoi lavori al teatro e al cinema in ruoli da protagonista e comprimario accanto ad attori del calibro di James Coburn, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo e Richard Roundtree. Il suo ultimo lavoro era stato in televisione, nella soap di Canale 5, “Vivere”, dove aveva interpretato il ruolo di un medico lasciato poi nel 2003. Da quel momento era andato in pensione e si era trasferito ad Albinia, località che aveva conosciuto quando portava in vacanza le sue figlie, Arianna e Viola, che aveva cresciuto da solo.

La Maremma l’aveva scelta per la sua tranquillità. «Era una persona di grande cultura – lo ricorda la titolare di un’attività di Albinia – e di una grande sensibilità. Abitava con un cane e un gatto».

Lastretti non aveva solo fatto l’attore ma anche il doppiatore: sua la voce italiana di Kitt, nella prima e in parte della quarta stagione di Supercar il telefilm degli anni Ottanta di cui era protagonista David Hasselhoff. Proprio per questo suo ruolo, una signora di Albinia, che ha un cane figlio della canina di Lastretti, ha chiamato il suo cucciolo Kitt. L’attore era nato a Tempio Pausania, in Sardegna, il 18 novembre 1937. Aveva vissuto a Roma ma la Maremma lo aveva sempre attratto. L’ha lasciata solo quando si è aggravato e si è dovuto trasferire a casa della figlia, nonostante fosse una persona che non amava gravare sugli altri. Tutti coloro che lo hanno incrociato nel suo soggiorno maremmano parlano di una persona «dotata di una grande sensibilità» , di «un uomo sensibile ed educato con cui era piacevolissimo dialogare».

Ivana Agostini

Pubblicato su Il Tirreno