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Addio Paolo Ferrari, uomo inconfondibile

È morto a 89 anni il grande attore di Nero Wolfe e di tanti capolavori teatrali. In tv e sul palco è stato un’eccellenza italiana

ROMA. Addio a un’altra icona della televisione in bianco, a un volto noto di una bella Italia che non c’è più. All’età di ottantanove anni è morto a Monterotondo (in provincia di Roma) Paolo Ferrari, raffinato attore di teatro, interprete famoso sul grande e sul piccolo schermo, protagonista affascinante di varietà radiofonici e anche doppiatore di enorme successo, visto che nella sua lunga carriera ha prestato la propria voce a David Niven in Scala al paradiso, a Jean-Louis Trintignant nel Sorpasso di Dino Risi, e, agli inizi degli anni Settanta, a Humphrey Bogart per Il mistero del falco, Il grande sonno, e Agguato ai tropici.

Non basta: la voce di Ferrari è stata anche quella di Charlton Heston in 2022: i sopravvissuti, di Richard Burton in La quinta offensiva, di Dean Martin in 10. 000 camere da letto, e quelle di Maximilian Schell in Dossier Odessa e Clive Francis in Arancia meccanica. Nato a Bruxelles il 26 febbraio 1929, il padre era il console italiano nella capitale belga, Paolo Ferrari fece il suo debutto nel mondo dello spettacolo a soli 9 anni in quello che era l’operatore radiofonico in regime di monopolio durante il ventennio fascista, l’EIAR, per una piccola parte in cui interpretava il balilla Paolo.

Del 1938 è anche il suo esordio cinematografico, nel film Ettore Fieramosca diretto da Alessandro Biasetti con il nome “Tao Ferrari”. Come enfant prodige della recitazione negli anni Quaranta interpreta altre 4 pellicole con interpreti prestigiosi. Nel dopoguerra, dopo gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, inizia a calcare i palcoscenici teatrali, dapprima nella Compagnia Gioi-Cimara-Bagli, poi con la Compagnia dei Giovani.

Da qui prende il via un’attività intensa e poliedrica nei teatri di prosa (straordinaria la sua collaborazione con Strehler nella brechtiana Opera da tre soldi), ma anche alla radio, in televisione e sul grande schermo, in cui spicca sempre per l’eloquio elegante, caldo e quando necessario ironico, supportato da un raffinato timbro vocale.

Nel 1959 è con Vittorio Gassman in quella pietra miliare della televisione italiana che è stata Il Mattatore, nel 1960 con Enza Sampò a Sanremo a presentare il festival. Tra il 1969 e il 1971 recita accanto a Tino Buazzelli in Nero Wolfe, una delle serie di maggior successo della Rai, vestendo ironicamente i panni di Archie Goodwin, il segretario del famoso investigatore.

A rendere popolarissimo il volto e l’elegante recitazione di Paolo Ferrari, a portarlo in tutte le case degli italiani, è stato però lo spot pubblicitario di una nota marca di detersivi, un tormentone che non ha mai lasciato l’immaginario dei bambini e ragazzi degli anni Sessanta e Settanta, in cui tentava di convincere ora una signora ora l’altra a mollargli il proprio detersivo in cambio di due fustini di marca sconosciuta, all’insegna del ritornello del “bianco che più bianco non si può”.

Instancabile, alla fine degli anni Novanta Ferrari fa il pensionato nel telefilm di Rai 2 Disokkupati, tra il 2007 e il 2008 è nel cast della soap opera Incantesimo, mentre nel 2011 è in quello della miniserie “Notte prima degli esami”, accanto al figlio Fabio avuto dalla prima moglie Marina Bonfigli.

Da tempo l’attore si era ritirato dalle scene per vivere tra letture, ascolto di musica e giardinaggio nella sua casa alle porte di Roma. Gravemente ammalato, era ricoverato all’ospedale di Monterotondo. Al momento della morte erano con lui la seconda moglie, Laura Tavanti, i figli Fabio e Daniele avuti dalla prima moglie, e Stefano, figlio della Tavanti.

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Pubblicato su Il Tirreno