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Morto in piazza Bovio, il padre: «Lo hanno picchiato a morte»

Renzo Benucci non ha dubbi: «Lo hanno ucciso. La ricerca della verità è un dovere che abbiamo tutti noi nei suoi confronti»

PIOMBINO. «Non avrò pace finché non scoprirò la verità. Questo non mi restituirà mio figlio, ma gli renderà giustizia e gli restituirà anche quella dignità che gli era stata tolta». Renzo Benucci parla con fermezza. È calmo ma deciso: vuole la verità, vuole giustizia. Vuole sapere chi ha ucciso suo figlio e perché. E non si fermerà finché non ci sarà riuscito. Con lui la moglie Liliya e l’altro figlio, Simone. Una famiglia conosciutissima e benvoluta a Piombino, dove gestisce da anni il bar Pinguino in piazza Costituzione.



Renzo Benucci sa benissimo che Alessandro faceva uso di droghe, non è certo un mistero per lui che aveva cercato in tutti i modi di salvarlo. Nemmeno la comunità di San Patrignano ci era riuscita. Dopo alcuni anni, Alessandro aveva ricominciato.


Ma per lui, per la madre e per il fratello, Alessandro era ancora quel figlio bello quanto buono. Un ragazzo sensibile, brillante a scuola, nel calcio e nel lavoro. Finché non era scivolato nel mondo delle droghe. Cocaina, eroina, cocktail di farmaci.


«Alessandro ha commesso molti errori - aggiunge Renzo - ma non meritava certo di morire. Lo hanno ucciso. Lo hanno picchiato a morte. La ricerca della verità è un dovere che abbiamo tutti noi nei suoi confronti». (a.d.g.)

Pubblicato su Il Tirreno