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La bionda della Peroni che amava l’Argentario

PORTO ERCOLE. Solvi Stubing non era solo «Chiamami Peroni, sarò la tua birra». Il famoso spot degli anni ’70, che la vedeva sussurrante e ammaliante come testimonial della famosa birra italiana, ha...

PORTO ERCOLE. Solvi Stubing non era solo «Chiamami Peroni, sarò la tua birra». Il famoso spot degli anni ’70, che la vedeva sussurrante e ammaliante come testimonial della famosa birra italiana, ha dato sì quel tocco di celebrità in più all’affascinante attrice tedesca che aveva abbracciato l’Italia e l’Argentario come seconda patria. Ma l’attrice, scomparsa ieri mattina nella sua abitazione a Roma all’età di 76 anni, era una persona attiva anche in campo politico. Amava il promontorio – e Porto Ercole in particolare – visto che da molti anni aveva una casa proprio nel paese argentarino, nei pressi del faro situato alla Rocca. Era solita passare le sue estati proprio in quella villetta a picco sul mare, frequentando talvolta anche feste organizzate al Golf Club o in altre località del territorio. Da anni aveva poi lasciato il cinema per entrare proprio in politica.

È stata membro della Commissione delle donne europee al tempo in cui Bettino Craxi era presidente del consiglio dei ministri italiano e nel maggio 2004 è stata candidata al Parlamento europeo nelle liste di Alleanza Nazionale. In quegli anni è diventata amica di Rolando Di Vincenzo, l’ex sindaco del Comune di Orbetello e anche assessore all’interno della giunta argentarina guidata da Arturo Cerulli. Di Vincenzo la ricorda con grande affetto. «Io l’ho conosciuta diversi anni fa, quando eravamo candidati insieme –dice - Abbiamo fatto anche delle cene a livello istituzionale, lei era una donna non solo bella ma anche con tanta personalità. Era interessata e intelligente, ho avuto modo di apprezzare tutte queste qualità oltre ovviamente alla sua bellezza, rimasta tale anche in età più avanzata». E, come ricorda Di Vincenzo, lei era anche un’innamorata dell’Argentario. «Ha sempre dimostrato simpatia e affetto per il nostro territorio – prosegue – Questo non lo ha mai nascosto. Dispiace veramente tanto, anche perché l’avevo vista l’ultima volta un anno fa ad Orbetello, la sua scomparsa mi sorprende perché mi era sembrata in salute. Questa è senz’altro una perdita importante anche per l’Argentario, era una persona piena di vita e con un grande spirito. Parlava sempre della nostra terra come di una seconda patria».

Andrea Capitani

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Pubblicato su Il Tirreno