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Imprenditore morto, arrestato l’amico

MASSA. Le autorità marocchine hanno arrestato l’uomo che era al volante dell’auto su cui si trovava Desiderio Fialdini, l’imprenditore morto in un incidente alla periferia di Casablanca giovedì...

MASSA. Le autorità marocchine hanno arrestato l’uomo che era al volante dell’auto su cui si trovava Desiderio Fialdini, l’imprenditore morto in un incidente alla periferia di Casablanca giovedì scorso. Yunes Lanhia, 42 anni (ma sull’età non c’è ancora l’ufficialità), marocchino, per gli inquirenti viaggiava a velocità sostenuta e non ha rispettato una precedenza. Una condotta irresponsabile, dato che la vettura sparata come un proiettile ha invaso la corsia opposta, scontrandosi con una macchina che arrivava in senso contrario. La carambola, terminata contro un muro, è stata fatale a Fialdini. Lanhia è stato sottoposto a test tossicologico per capire se ha assunto alcol o stupefacenti. Risultati tra un po’.

Desiderio lo conosceva bene Yunes, perché quest’ultimo da qualche tempo risiedeva a Massa. I due si sono frequentati e il quarantaduenne quando ha saputo che l’amico voleva aprire un’attività nel suo paese si è offerto di aiutarlo. Gli faceva da autista, ma soprattutto da traduttore ed era il collante con i riferimenti marocchini trovati da Fialdini. Insomma, una persona insostituibile. Tanto che il giorno dell’incidente i due lo avevano passato insieme per visitare un’area che Desiderio aveva individuato per realizzare un capannone. Al rientro in albergo l’imprevisto. Complice la velocità, ma forse anche qualcosa d’altro.

Intanto ci sarà da aspettare per il rientro della salma. Probabilmente, secondo il consolato, arriverà all’inizio del 2015. Mentre le autorità italiane stanno pensando a una seconda autopsia per chiarire i motivi del decesso: ci sono troppi lati oscuri in questa vicenda. Desiderio avrebbe festeggiato i 55 anni proprio il primo gennaio. Probabilmente alla grande come era nel suo carattere esuberante. E invece ha lasciato la vita su una strada del Marocco dove si trovava per lavoro, gli ultimi giorni prima delle feste e del ritorno a casa, a Massa. Era imprenditore e personaggio molto conosciuto in città. Aveva gestito una ditta di materiale inox prima di lasciare la mano alla sorella e alle figlie Francesca e Federica.

Pubblicato su Il Tirreno