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Livorno, donna trovata morta sulla spiaggia: chi è la vittima e le ipotesi sulla tragedia

Tragedia ai Ghiaioni di Chioma: la settantottenne aveva una ferita alla testa. La donna abitava a Scandicci. La procura potrebbe disporre l’autopsia. Un testimone: quel sasso è scivoloso

LIVORNO. È stata trovata morta sulla spiaggia dei Ghiaioni con una ferita alla testa. Distesa su una roccia, la stessa probabilmente sulla quale sarebbe scivolata, e con i piedi bagnati dall’acqua. Nulla, purtroppo, hanno potuto fare i soccorritori dopo l’allarme di una bagnante che poco prima di ieri a mezzogiorno, scendendo le scale per raggiungere l’arenile a sud di Quercianella, l’ha vista esanime.

Tragedia ieri mattina a Chioma dove Maria Antonietta De Lucia – una donna di 78 anni nata il 20 marzo del 1944 nel comune di Fossacesia, nella provincia abruzzese di Chieti, e residente a Scandicci (Firenze) – è stata trovata cadavere sulla battigia. Per cercare di salvarle la vita sono sopraggiunti i volontari della Misericordia di Antignano, che hanno tentato a lungo di rianimarla, insieme ai colleghi a bordo dell’ambulanza con il medico del 118 della Misericordia di via Verdi. L’anziana, stando a quanto ricostruito, al loro arrivo purtroppo era già morta. Forse non da molto, visto che avrebbe raggiunto la spiaggia in auto – il mezzo, un’Opel Agila, è stata sequestrata dalla procura – sempre nella stessa mattinata.

L’ipotesi dell’incidente, secondo gli inquirenti, resta la più accreditata. L’anziana sarebbe caduta su uno scoglio, per altro noto per essere molto insidioso, e avrebbe perso i sensi dopo aver sbattuto la testa. Una tragedia, quella che è costata la vita all’anziana. Sul posto, oltre a due equipaggi della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, i colleghi della polizia scientifica e i militari della guardia costiera, giunti con due pattuglie. La salma, su disposizione del pubblico ministero, è stata poi trasferita dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni all’istituto di medicina legale dell’università di Pisa, all’ospedale Santa Chiara, dove fra oggi e domani verrà con ogni probabilità svolta l’autopsia. Già ieri, sul posto, dopo i rilievi della scientifica era arrivato pure il medico legale per fare un esame esterno prima del nullaosta alla rimozione della salma, che verrà restituita ai familiari solo al termine degli accertamenti, disposti essenzialmente per fare piena luce sulla ferita alla testa, che comunque dovrebbe essere stata provocata dall’impatto con le rocce.

Accanto al corpo senza vita la borsa con l’unico suo documento di identità, la patente di guida. Non mancherebbe niente fra i suoi effetti personali, soldi compresi. Vestita sportiva, con una tuta e un paio di scarpe da ginnastica, secondo gli investigatori la donna sarebbe andata in spiaggia parcheggiando l’Opel Agila in via Puccini per fare passeggiata, forse per prendere il sole, scivolando sull’arenile. Un incidente che sarebbe avvenuto ieri mattina, più difficile la sera precedente, anche perché l’allarme – nonostante la spiaggia non sia comunque frequentatissima – è arrivato al 112 nella tarda mattinata di ieri, dopo le 11.30, da parte di una bagnante che aveva appena sceso le scalinate di accesso ai Ghiaioni e l’ha vista senza vita.

La testimonianza: «Quel sasso è scivoloso»

«Ho visto il cadavere della signora affacciandomi sul terrazzo e nel frattempo, una giovane bagnante, ha chiamato il 112. Era distesa lì, su quello stesso masso, che per altro conosco molto bene perché è noto per essere abbastanza scivoloso».

A parlare è una donna che abita in via Giacomo Puccini, nella frazione livornese di Chioma, proprio sopra la spiaggia dei Ghiaioni. Il terrazzo della sua villa, circondato da un bellissimo giardino, affaccia proprio sul piccolo arenile a sud di Quercianella, la cui scalinata di accesso è a pochi metri dal cancello dell’abitazione. Lo stesso arenile dove ieri mattina, attorno alle 11.45, è stato trovato il cadavere di Maria Antonietta De Lucia, la donna di 78 anni originaria del comune abruzzese di Fossacesia (in provincia di Chieti) e residente a Scandicci, nell’hinterland fiorentino.

«Non ho chiamato la polizia personalmente perché, contemporaneamente, ci ha pensato questa giovane che era appena scesa in spiaggia per fare il bagno - prosegue la signora - Lo ha fatto lei perché era molto più vicina e ha visto molto meglio il corpo senza vita, rendendosi conto della situazione. Francamente non conoscevo la signora, ho solo visto che era vestita ed è un grande dolore quello che è successo. Una disgrazia. Poi abbiamo visto le ambulanze, la polizia e i militari della capitaneria di porto sulla nostra spiaggia».

La zona non è molto frequentata, visto che sono poche le persone che in questo periodo scendono in spiaggia. Subito dopo il ritrovamento del cadavere, infatti, per prendere il sole ai Ghiaioni in mattinata sono scese appena due persone, una coppia di livornesi, che si sono sistemate a distanza dagli agenti della polizia di Stato e dai militari della guardia costiera che hanno lavorato fino al primo pomeriggio di ieri.

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Pubblicato su Il Tirreno