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Muore in bicicletta sul lungomare, Livorno in lutto: «Ecco chi era per noi Aldo»

Aldo Salvatori aveva 73 anni ed era segretario del circolo Masini. Il ricordo degli amici: «Un uomo speciale»

LIVORNO. È salito in sella alla bici per il suo solito giro in città. Accadeva spesso. Perché pedalare era una delle sue tante passioni. Lo faceva stare bene. Gli dava l’energia giusta. Ieri mattina era sul viale Italia, all’altezza dell’Ostricaio, quando ha avuto un malore. Si è accasciato al suolo e un passante, vedendolo, ha chiamato il 112. Aldo Salvatori è morto così, per un malore, all’età di 73 anni. A nulla sono valsi i soccorsi dei volontari della Misericordia di via Verdi.

«Sono sconvolto per quello che è successo. Ci eravamo sentiti giusto un paio di giorni fa». Le parole sono di Fulvio Venturi, presidente del circolo musicale amici dell’opera “Galliano Masini”, di cui Salvatori era segretario. «Era un mio grande amico. Con lui abbiamo condiviso una vita trascorsa con la passione dell’opera».

Anche perché Salvatori, di quel circolo, era stato uno dei soci fondatori. Correva l’anno 1972 e un gruppo di amici decise di mettersi insieme per praticare una passione d’antica data, coinvolgendo la comunità tutta. «Aldo era un uomo colto e intelligente. Uno che non aveva difetti. E non lo dico perché era un mio caro amico: Aldo era davvero una persona stupenda».

E non era solo un appassionato di musica e opera. Da tempo in pensione, per più di quarant’anni aveva lavorato come bancario. E in quel lavoro che adorava aveva messo tutto se stesso. Era un uomo preciso, Aldo. Ed era anche questa sua attenzione ai dettagli a renderlo un punto di riferimento per i colleghi.

Chi lo conosceva lo descrive come un uomo buono, che dava l’anima per organizzare le attività del circolo. Aveva il senso di comunità nel sangue ed era sempre pronto a dare una mano agli altri. «Se qualcuno aveva bisogno d’aiuto, Aldo c’era». Era un uomo buono. E sensibile nei confronti del prossimo. Non era un grande chiacchierone e gli bastavano poche parole per arrivare al dunque.

«Era anche una persona ironica – prosegue Venturi –. Se penso a lui non mi viene in mente un aneddoto in particolare. Ma le tante giornate passate insieme a pianificare l’attività del circolo. Oltre alle centinaia di conferenze organizzate per far conoscere l’opera alla cittadinanza. Aldo ha parlato a tre/quattro generazioni di appassionati e si è rivolto anche ai ragazzi delle scuole. Pensi che proprio in questi giorni stavamo parlando di organizzare una manifestazione per celebrare i cinquant’anni dalla nascita del circolo».

Ma ieri mattina è arrivata la terribile notizia. Aldo Salvatori si è sentito male mentre era in bici sul viale Italia, di fronte a runner, altri ciclisti e automobilisti. Era mattina e quella è una strada sempre molto frequentata, perciò l’allarme è partito quasi subito. «Venite – ha detto un passante all’operatore del 112 –. Un uomo si è sentito male».

Aldo Salvatori lascia la moglie Carla, la figlia Ilaria e la nipote Bianca. L’opera e il circolo erano i perni della sua vita ma la colonna portante rimaneva sempre la sua famiglia. Era molto legato alla moglie, alla figlia e aveva un amore sconfinato per la sua unica nipotina, che andava a trovare appena poteva.

E attorno ai suoi familiari adesso si stringono amici e conoscenti. C’è l’abbraccio di quanti hanno condiviso con lui le lunghe giornate trascorse a parlare di musica, la carezza di coloro che l’hanno accompagnato durante una passeggiata in bicicletta. E il calore di chi, semplicemente, ha condiviso con lui una mattinata di allenamento in palestra. «Addio Aldo, caro amico. Eri una persona stupenda. Un sogno. Lascerai un grande vuoto, impossibile da colmare».

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Pubblicato su Il Tirreno