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Soliera perde Elio Lazzeri: fondò il Compatronato

fivizzano. L’antico Compatronato di Soliera Apuana è in lutto: uno dei suoi fondatori, Elio Lazzeri, 90 anni, è morto. A ricordarlo è Nicla Ghironi, appresa la notizia della lutto dal nipote di Elio, Andrea Lazzeri, presidente dell’associazione. «Elio era uno dei vecchi di quella Soliera, che in tempi medioevali possedeva uffici comunali in quel del Castello dove sorgeva anche la Pieve, proprietà del Vescovo di Luni, quel Parentucelli divenuto poi Papa col nome di Niccolò V. Elio amava la sua terra di nascita, cui oggi è stato asportato il glorioso aggettivo, quell’Apuana che la caratterizzava. Era legato alle sue radici, così tanto da fondare, insieme ad altri, quel Compatronato che vive ancora: si trattava dei cittadini che avevano di più e che intendevano spartire con chi aveva meno. Le persone più bisognose del paese ricevevano dai Compatroni un pezzo di terreno da coltivare, oppure una casa gratuitamente o a prezzi stracciati. Per solidarietà, partecipazione, spartizione e generosità: vocaboli stralciati dal vocabolario della lingua italiana prima ancora che dalla pietas umana. Elio era uomo giocoso e appassionato delle sue radici, abitava a La Spezia, ma in quel di Soliera Apuana si era tenuto la graziosissima casa in cui tornava regolarmente e specialmente d’estate vi soggiornava a lungo. Era uno di quelli, che, quando ci si riuniva e qualcuno di noi (per me che scrivo era mio padre) proponeva di aumentare un affitto, aveva una voce diversa e generosa: «Lasciamo le cose come stanno, anche oggi ognuno ha i suoi guai economici, perché dobbiamo aggiungerne?». Elio, uomo magro ed energico, cervello limpido, faccia da furetto con gli occhiali. Siamo costretti a dirti addio, con dolore e riconoscenza. Ci mancheranno la tua generosità, la tua battuta pronta, l’amore per la tua nascita che il diventare spezzino non ha spento, impegnandoti il cuore per sempre. Addio Elio, socio, amico, cittadino di Soliera Apuana, compagno di cordata di tempi in cui si usava ancora darsi la mano. Resterai nella memoria e nel cuore».

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Pubblicato su Il Tirreno