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Montelupo piange Francesco Bitossi, storico maestro della terracotta

Era il presidente dell’Unione Fornaci di Samminiatello. Il sindaco Masetti: «Se ne va un pezzo del nostro sapere»

MONTELUPO FIORENTINO. E’ stato uno dei grandi interpreti dell’arte della terracotta di Samminiatello. E non era certo un caso se era diventato il presidente dell’Unione Fornaci della Terracotta, l’associazione che si prefigge lo scopo di mantenere vivo e valorizzare l’antico mestiere della lavorazione a mano dell’argilla, attività che ha reso noto in Italia e nel mondo il comune di Montelupo. A 94 anni, la stragrande maggioranza dei quali passati a modellare la “mota” nell’antica fornace che porta il suo cognome, lunedì 23 gennaio se ne è andato Francesco Bitossi.

Personaggio di assoluto talento nella lavorazione della terracotta ma al tempo stesso dotato di grande umiltà e umanità, Francesco Bitossi era diventato il decano dei maestri terracotta. E non solo per motivi anagrafici. Insieme al cugino Gloriano – scomparso a sua volta nell’aprile dello scorso anno – è stato a lungo al timone della Bitossi Filippo e figli, azienda con sede sulla Tosco-Romagnola a Fibbiana, uno dei nomi più illustri del settore della terracotta di Montelupo Fiorentino che affonda le sue radici storiche addirittura nella prima metà del Settecento. Proprio in virtù della sua attività e della grande competenza in questa antica arte tramandata di generazione in generazione, era stato scelto come presidente dell’Unione Fornaci della Terracotta di Samminiatello, piccola frazione alle porte di Montelupo ma “cuore pulsante” proprio della lavorazione e della modellatura dell’argilla. E con “le mani nella mota”, Francesco è rimasto fin quasi agli ultimi giorni della sua lunga ed intensa avventura terrena, felice di dare vita a piccoli e grandi capolavori di terracotta.

Pochi anni fa fu proprio lui, insieme a Paolo Scardigli (il “Cucco”) e Giovanni Fiaschi, a voler realizzare a mano e donare alla Misericordia di Empoli un magnifico orcio fregiato dello stemma dell’Arciconfraternita che fu donato al governatore Pier Luigi Ciari in occasione dell’inaugurazione della Festa della Ceramica di Montelupo del 2018. Ma sono davvero tanti, nella sua lunga carriera di maestro terracottaio, i prodotti della sua abilità in giro per il mondo di cui andava fiero.

Una vita ricca di soddisfazioni e gratificazioni, quella di Francesco Bitossi. Che grazie alla sua grande disponibilità unita ad una umiltà sincera e non di facciata, era riuscito a farsi benvolere da tutti. Non che siano mancati i momenti tristi. Come, ad esempio, la morte tragica di Filippo – figlio del cugino Gloriano – scomparso a 56 anni durante una escursione sul Monte Cavallo, una delle vette più belle e più insidiose delle Alpi Apuane, dopo essere caduto in un dirupo con un volo di una cinquantina di metri.

Il sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti, ne ricorda la figura di imprenditore e di uomo, che con la sua maestria ha tenuto alto il nome di Samminiatello in Italia e nel mondo. «Francesco Bitossi era uno di quei grandi personaggi – ricorda Masetti – che hanno contribuito alla fama della lavorazione della terracotta di Montelupo. Penso a suo cugino Gloriano, o a Gelasio Lotti. Personaggi che hanno contribuito a tenere viva una tradizione che è uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio. Ma mi piace ricordarne anche il carattere dolcissimo grazie al quale era ben voluto da tutti. La sia scomparsa lascia un vuoto in ciascuno di noi. Non solo. Con lui se ne va un pezzo di sapere che non potrà essere sostituito in alcun modo. Alla famiglia vorrei che arrivasse il cordoglio dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Montelupo Fiorentino».

Francesco Bitossi lascia i figli Vincenzo e Daniela oltre ai nipoti e ai parenti.

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Pubblicato su Il Tirreno