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Tragedia sulle piste da sci dell’Amiata, suocero e genero si scontrano: un morto

Il fatto lungo la pista Asso di fiori, alle Macinaie: suocero e genero che finiscono per incrociarsi e sbattere l’uno contro l’altro. Il 61enne sembrava essersi ripreso, poi il peggioramento, il volo alle Scotte e, dopo oltre 24 ore, il decesso

CASTEL DEL PIANO. Uno scontro tra due sciatori in pista. Capita spesso e spesso finisce con una gamba rotta, un braccio lussato, il gesso e qualche settimana di stampelle.

Sembrava un incidente come tanti anche quello che sabato è avvenuto sull’Amiata, nella piccola pista dell’Asso di fiori, alle Macinaie: suocero e genero che finiscono per incrociarsi e sbattere l’uno contro l’altro.

E invece si è trasformato in un dramma e, dopo poco più di 24 ore, in una tragedia che ha scioccato la montagna e precipitato nel dolore un’intera famiglia.

Un uomo di 61 anni, Bruno Bianciardi, di Sovicille, in provincia di Siena, è morto ieri sera al policlinico Le Scotte di Siena per i traumi riportati dopo essersi scontrato, il giorno precedente, sabato 22 gennaio, con il fidanzato della figlia mentre sciavano insieme alle Macinaie.

Erano circa le 16, un pomeriggio di sole sulla montagna grossetano-senese, pronta a offrire le sue piste, rimpolpate di neve artificiale, agli sciatori del weekend. A differenza del fine settimana precedente non c’era neanche un grande affollamento.

I due uomini – Bianciardi e il fidanzato della figlia – erano all’inizio della pista e stavano scendendo alternandosi a zig zag, quando, a un certo punto – secondo quanto è stato possibile ricostruire – uno venendo da destra e uno da sinistra si sono scontrati.

Secondo alcune testimonianze, entrambi portavano correttamente il casco, che è d’obbligo dal 1° gennaio di quest’anno.

Il genero non ha avuto grosse conseguenze. Il 61enne, invece, ha perso i sensi. La pista si è bloccata, sono stati chiamati i soccorsi e anche alcuni maestri di sci sono stati dirottati subito sul luogo dell’incidente.

Il timore era che l’uomo avesse potuto aver subito una commozione cerebrale, una condizione pericolosissima.

L’elicottero sanitario Pegaso 2 si è alzato in volo dalla base all’ospedale Misericordia di Grosseto e, in pochi minuti, ha raggiunto l’Amiata. Nel frattempo, anche un’automedica e un’ambulanza, entrambe della Misericordia di Castel del Piano, si sono inerpicate su per la montagna. Anche i carabinieri sono giunti sul posto.

All’arrivo dei soccorritori, però, il 61enne, sembrava migliorato. Si è svegliato, raccontano alcuni testimoni, e il peggio sembrava scongiurato, tanto che il suo soccorso è stato classificato dall’Asl come un “codice 2”, non come il più grave “codice 3”. È stato comunque caricato a bordo dell’elicottero e trasportato al Misericordia per accertamenti.

Purtroppo, però, le sue condizioni sono peggiorate e si è reso necessario in trasferimento a Siena.

Nella serata di sabato, per la seconda volta in poche ore, l’uomo è stato caricato in elicottero e portato al Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) del policlinico Le Scotte di Siena.

Le sue condizioni si sono aggravate finché ieri, nel tardo pomeriggio, l’uomo è spirato. Poco prima delle 20 è stato dichiarato il decesso.

«Una disgrazia enorme – la definisce il sindaco di Castel del Piano, Michele Bartalini – avvenuta in una circostanza davvero sfortunata, poiché quella è una piccola pista, dove si scia a bassa velocità. Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia».

E anche gli operatori della montagna non si capacitano. «Siamo davvero dispiaciuti – dicono – e increduli: mai è avvenuto un fatto così grave. Siamo vicini alla famiglia».

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Pubblicato su Il Tirreno