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Bagno a Ripoli, cade dalla tettoia della sua ex scuola e muore: le ultime parole all'amico e l'ipotesi del selfie

Roberto Frezza, 20 anni, è entrato nell’edificio di notte: dopo la caduta è rimasto due giorni in agonia. Il calcio la sua grande passione 

FIRENZE. «Dai, vieni. Ti faccio vedere dove ho studiato». Non è ancora l’alba. A gennaio, alle quattro del mattino è buio. I ragazzi, nel fine settimana sono in giro. Roberto Frezza, studente di San Piero a Sieve, ha venti anni e in giro c’è con un amico. Gli vuole far vedere dove ha fatto le superiori, all’Isis Gobetti Volta di Bagno a Ripoli. Mica un secolo fa, un paio di anni fa, al massimo. Roberto Frezza ha venti anni. Aveva venti anni, era iscritto a ingegneria a Firenze. Il diploma di scuola superiore odorava ancora di fresco, come la sua vita. Invece, è morto. Poche ore dopo essere precipitato dalla tettoia della scala antincendio della sua “vecchia” scuola.

Quando Roberto cade l’amico capisce subito che la situazione è grave. Erano entrati nella scuola per gioco, forse per farsi un selfie. Roba da ragazzi, appunto. Lo riferisce sconvolto l’amico sopravvissuto ai carabinieri che ieri lo sentono per due volte. Cercano di capire come sia potuto accadere che un ragazzo di venti anni precipi all’interno di una scuola superiore chiusa. Roberto Frezza è stato in agonia per due giorni all’ospedale di Careggi a Firenze, dove era stato ricoverato in prognosi riservata.

Il ragazzo – secondo quanto anticipato da La Nazione ieri – era stato soccorso, in codice rosso e in stato di incoscienza, intorno alle 5 della notte tra venerdì e sabato: le sue condizioni erano apparse fin da subito molto gravi. Quasi disperate. Infatti, ieri è morto.

Le indagini dei carabinieri sono scattate subito. C’è necessità di capire la dinamica di quanto accaduto. Ecco perché l’amico è stato sentito e probabilmente nelle prossime ora di nuovo verrà richiamato a rispondere ad altre domande. Secondo una prima ricostruzione il ventenne e l’amico rintracciato, nella notte fra venerdì e sabato avrebbero scavalcato il cancello d’ingresso della scuola. Roberto Frezza avrebbe voluto mostrare all’amico dove aveva studiato.

Una volta all’interno dell’area della scuola, i due sarebbero saliti sulla rampa esterna. Il ventenne sarebbe poi caduto, durante la discesa, forse dopo aver messo un piede in fallo, precipitando da un’altezza considerevole. Sempre secondo la prima ricostruzione, i ragazzi si sarebbero trattenuti sulla tettoia cinque minuti. Il tempo, appunto, per un selfie, due chiacchiere. Nulla di più.

A dare subito l’allarme è stato l’amico, che è poi stato sentito due volte dai carabinieri per cercare di ricostruire quanto era accaduto a Roberto Frezza, studente e sportivo. Giocava, infatti, di ruolo come centrocampista nella Gallianese, squadra di Promozione. Quindi un atleta: per questo non deve aver avuto problemi ad arrampicarsi. E per questo l’ipotesi dell’incidente (il piede messo male, la scivolata) è la più accreditata per spiegare la tragedia.

 

Pubblicato su Il Tirreno