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Coronavirus, muore a 61 anni ex dipendente della “Caffè New York”

Lascia la moglie e l’anziana madre. L’ex titolare e amico: «La notizia della sua morte ci ha sconvolti tutti»

PISTOIA. Il Covid se l’è portato via in pochissimi giorni. Nonostante fosse considerato una delle tante persone “fragili”, fra le prime da proteggere dal contagio, nessuno si aspettava, nonostante i problemi di salute di cui aveva sofferto in passato, il tragico epilogo.

Paolo Crivelli, di Pistoia, aveva solo 61 anni: è morto nella serata di sabato nel reparto di rianimazione del San Jacopo. Senza successo tutte le terapie a cui è stato sottoposto dai medici dell’ospedale, le sue condizioni sono rapidamente e inesorabilmente peggiorate.

Paolo Crivelli, che lascia la moglie Angela e l’anziana madre, aveva lavorato per trent’anni alla notissima torrefazione “Caffè New York” di viale Adua, davanti al supermercato Coop, una delle realtà del settore più apprezzate anche a livello internazionale.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente in città, lasciando chi lo conosceva nello sgomento e nel dolore. Decine, sui social, le attestazioni di cordoglio per la sua improvvisa scomparsa. Sconvolti anche i suoi colleghi di lavoro, con molti dei quali era nata negli anni una profonda e duratura amicizia .

«Paolo – lo ricorda Marco Onori, titolare della Torrefazione Caffè New York – ha lavorato in azienda per oltre trent’anni, come tostatore. Oltre a essere un bravissimo professionista nel suo lavoro, era anche un grande amico. Come accade nelle attività piccole come la nostra, i rapporti di lavoro si trasformano e diventano molto di più. Per questo, la notizia della sua morte ci ha sconvolti tutti».

Paolo Crivelli era andato in pensione nel 2019, ma era rimasto in stretto contatto con gli ex colleghi di lavoro.

«Era davvero una bella persona – prosegue Onori nel ricordare l’amico scomparso – gioviale, sorridente, sempre disponibile. Era legatissimo alla moglie Angela e alla sua mamma, che è ancora viva, e di cui si prendeva enorme cura perché molto anziana. Per noi e per tutti la sua morte rappresenta davvero una grande perdita. Non pensavamo che sarebbe finita così».

«Peraltro – conclude il titolare della notissima torrefazione pistoiese – Paolo aveva già fatto le due dosi di vaccino contro il Covid e aveva prenotato la terza dose per il 19 gennaio, ma non ha fatto in tempo a farla perché si è contagiato intorno all’Epifania. E poi la situazione è peggiorata fino al ricovero in terapia intensiva. E sabato sera, la notizia tragica che ci è arrivata. Quello che dispiace ancora di più è di non averlo nemmeno potuto salutare a causa di questo maledetto Covid».

La cerimonia religiosa per l’ultimo saluto a Paolo Crivelli sarà celebrata domani pomeriggio (martedì 25), alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Biagio, dove il feretro sarà trasportato poco prima dal servizio funebre della Misericordia.

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Pubblicato su Il Tirreno