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Strage di Viareggio, presidio dei familiari delle vittime davanti al tribunale a Firenze

In vista del processo di appello-bis, l’occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Non potevamo non esserci», è il commento di Daniela Rombi, vice presidente della associazione “Il Mondo che vorrei”

viareggio. Familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio in presidio di fronte al Palazzo di giustizia di Firenze, dove il 7 marzo prende il via il processo di Appello-bis disposto dalla sentenza della Corte di Cassazione con la sentenza di un anno fa. L’occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Non potevamo non esserci», è il commento di Daniela Rombi, vice presidente della associazione “Il Mondo che vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio, il 29 giugno 2009, con 32 morti che credevano di essere al sicuro nelle proprie abitazioni ma niente ha potuto salvarli dal Gpl uscito da una delle cisterne del treno deragliato.

Nuovo processo d’Appello per ridefinire le pene avendo la Cassazione fatto venire meno l’aggravante dell’infortunio sul lavoro. Il che ha comportato la prescrizione per il reato di omicidio colposo, dopo che già erano stati prescritti quelli di incendio e lesioni colpose. Come non fosse accaduto niente, insomma, a Viareggio quella maledetta notte di prima estate, come ricordano da sempre i familiari delle vittime. Ma nuovo processo d’Appello anche per tornare ad analizzare le responsabilità, in materia di riduzione o meno della velocità dei convogli trasportanti merci pericolose, a carico di Mauro Moretti, ex manager di Stato che all’epoca dei fatti era amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.

Martedì una rappresentanze dei familiari delle vittime di Viareggio sarà a Pioltello, al processo per il disastro ferroviario del 25 gennaio 2018, con tre morti e 46 feriti anche molto gravi.

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Pubblicato su Il Tirreno