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Carrara, l’assassino di Paolo era finito in carcere: aveva ferito un uomo con la mannaia

Il fatto è accaduto nel 2018 nello stesso casolare di Marina. Di Blasi venne rimesso in libertà con obbligo di dimora 

CARRARA. C’è il contesto: quello di una situazione di disagio e emarginazione, quello dei due protagonisti, l’assassino e la vittima di questa terribile vicenda. E c’è il degrado, quello del luogo, l’ex campo profughi a Marina di Carrara dove si è consumato il delitto: dove Francesco Di Blasi ha ferito a morte Paolo Fiorentino.

Ma ci sono anche gli scenari e le domande che dovranno avere risposta perché, seppure in una situazione di emarginazione quasi estrema, quello che è stato commesso a Marina di Carrara, all’ex campo profughi di viale Galilei è un omicidio.

C’è un uomo di 46 anni, Paolo Fiorentino, che, è vero, viveva ai margini, ma al quale è stata tolta la vita. E c’è un omicida che, solo tre anni prima aveva ferito un uomo, nello stesso luogo, con una mannaia. Lo aveva mandato in ospedale.

 

IL PRECEDENTE

Lo sfondo è lo stesso, quello dell’ex campo profughi: case occupate senza alcun titolo da chi cerca un tetto da mettere sopra la testa. Qui, nel 2018, Francesco Di Blasi venne arrestato dopo aver inseguito e ferito con una mannaia e un coltello, un uomo che viveva con lui nella stessa area degradata. Quest’ultimo finì in ospedale, non in condizioni gravi, e per Di Blasi si aprirono le porte del carcere dove restò per brevissimo tempo: venne infatti scarcerato e gli fu comminata dal giudice la misura dell’obbligo di dimora. E lo stesso anno in cui il 67enne Francesco Di Blasi scompare dai radar dei servizi sociali comunali. Non da quelli delle forze dell’ordine che intervengono a più riprese per episodi che lo vedono protagonista, episodi in cui spesso lo vedono brandire un coltello. È proprio con un coltello da cucina che giovedì scorso è stato colpito per sette volte Paolo Fiorentino. Un coltellata lo ha raggiunto al cuore e non gli ha lasciato scampo.

I TEMPI

La scansione temporale è fondamentale nel delitto Fiorentino. Fondamentale sarà l’esito dell’autopsia ma, intanto ci sono particolari molto importanti emersi anche dall’ultimo sopralluogo nella casa dove è avvenuto il delitto. Il corpo senza vita di Paolo Fiorentino è stato trovato sulla soglia della camera di Di Blasi. Questo accrediterebbe l’ipotesi secondo cui il 46enne sia stata ucciso durante la notte, l’omicida avrebbe poi scavalcato il suo corpo mettendosi a dormire.

LE DICHIARAZIONI

Nemmeno una parola. Nessun segno di pentimento. Francesco Di Blasi si è chiuso nel più totale mutismo. Sembra sotto choc, sembra non si sia ancora reso conto di quello che ha fatto.

Le ultime sue parole sono state quelle pronunciate nella stazione dei carabinieri di Marina di Carrara quando, giovedì mattina intorno alle otto si è presentato dicendo: «C’è uno a terra che sta male, venite».

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Pubblicato su Il Tirreno