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Addio a Thomas vittima di un incidente: aveva sposato Selene sul letto di morte

Lutto a Ponsacco e Santa Croce per la scomparsa del 42enne super tifoso rossoblù ed ex autista della Dhl

PONSACCO. Una vita, tanti viaggi. Una morte, mille significati. Un sorriso che dall’altro pomeriggio ricorderà per sempre un esempio da seguire per i tanti che hanno conosciuto Thomas Granchi, il 42enne che nel settembre 2017 rimase vittima di un incidente gravissimo a Santa Croce. Giorni e giorni aggrappato alla vita fino alla sentenza dei medici che lo costrinse su una sedia a rotelle e a mille complicazioni. Come quelle infezioni che qualche giorno fa lo hanno costretto al ricovero all’ospedale di Empoli. E, venerdì, all’hospice. «Ma quel giorno ci siamo sposati – racconta la moglie Selene Sabatini –. Ne parlavamo da tempo, ancora prima dell’incidente. E ci siamo fatti l’ultimo regalo». Un sì pronunciato con un filo di voce, quando mancava davvero poco all’addio, davanti ai genitori della coppia, i figli e Franco, Granchi, il fratello di Thomas.

Due giorni dopo, l’ex autista per la sede santacrocese della Dhl ha chiuso gli occhi per sempre.

Per Thomas e Selene, il viaggio insieme era cominciato 18 anni fa in una vacanza a Ibiza. Lui di Ponsacco, lei di Campi Bisenzio, dove tuttora è titolare della tipografia di famiglia. Due gruppi separati, ma con un’amica in comune. «Durante quei giorni ci siamo divertiti – riprende la donna – poi ci siamo innamorati e non ci siamo più lasciati». Una vita a fare progetti e a metter su famiglia, passando dalla decisione di costruire il loro nido a metà strada. In quella Santa Croce dove tutto è cambiato nella sera di fine estate di quattro anni fa.

Altro giro, altro viaggio. Quello in cui Granchi ha saputo insegnare a chi gli è stato intorno, cosa vuol dire lottare per le cose davvero importanti della vita. «È stato un guerriero – aggiunge Selene Sabatini – ha saputo sorridere sempre, malgrado le tante difficoltà. Ci ha regalato tempo per stare con lui e vedere crescere i nostri bambini, Camilla di 15 anni e Christian di 7».

Da ieri la salma è tornata nella “sua” Ponsacco, dove in tantissimi si sono recati nella cappellina mortuaria della Misericordia per un ultimo saluto pieno di lacrime, ma anche di aneddoti e di ricordi raccontati nei capannelli tra gli amici. Del resto Thomas era un ponsacchino doc. Tifosissimo dei rossoblù, oltre che dell’Inter e di Valentino Rossi, tanto da aver trascorso anche una giornata all’autodromo del Mugello a veder sfrecciare i bolidi dalla sua sedia a rotelle. Momenti indimenticabili, come quella cena a San Miniato in suo onore per raccogliere fondi e comprare un montascale.

I tifosi rossoblù lo hanno ricordato con un pensiero e una foto sui gradoni dello stadio di viale della Rimembranza. Un abbraccio caloroso dato al figlio di Marinella Goliandi e Silvano Granchi, conosciutissimo falegname e, a sua volta, figlio di Silvana “la punturaia” che per anni ha fatto le iniezioni praticamente a tutta Ponsacco.

Oggi alle 14.30 sarà celebrato il funerale. Un momento di dolore a cui parteciperanno anche i volontari del Movimento Shalom di cui Thomas Granchi era un assiduo frequentatore, partecipando a numerose iniziative. Nella chiesa di Ponsacco ci sarà il parroco, don Armando Zappolini, ma la messa sarà celebrata da don Donato Agostinelli, parroco di Santa Croce ed ex cappellano di Ponsacco.

Le due cittadine unite dalle lacrime, ma anche dalla voglia di ricordare una persona speciale.

Come ha fatto la moglie su Facebook, poco dopo la morte del suo amato marito: «Ehi Pippeo, la vita con te c’è andata giù pesante. E non trovo le parole. Ma una cosa me l’hai insegnata lottare e non mollare mai. Per amore dei nostri dolci bambini. Da quel maledetto giorno, sei diventato un guerriero e ci hai regalato la cosa più preziosa, ancora tempo per stare insieme e questi sorrisi qui. Ti prometto che mi prenderò cura di loro. Forse sbaglierò, ci sta, lo sai sono un po’ stonata. Ma ogni cosa la farò con amore, il mio e da oggi anche con il tuo. E cercherò di farli sorridere non di tutto ma nonostante tutto. Grazie Pippeo».

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Pubblicato su Il Tirreno