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Orbetello, trionfa ai nazionali di nuoto mentre il nonno muore in ospedale. «Questa medaglia è per lui»

Il 26enne Matteo Bartolini vince alle competizioni per atleti disabili. L’anziano, anima del Gao Brinella, è morto lo stesso giorno

ORBETELLO. Vince i campionati italiani di nuoto pinnato per atleti diversamente abili e dedica la vittoria al nonno scomparso poche ore prima a 86 anni. Matteo Bartolini e il nonno Giuseppe, per tutti Beppe Bartolini, sono sempre stati insieme. Una simbiosi indissolubile che solo la morte è riuscita a dividere, almeno fisicamente. Quel legame Matteo se lo porterà dentro per tutta la sua vita.

Beppe era l’anima del Gao Brinella nuoto pinnato di Orbetello. Era anche una delle colonne della famiglia Bartolini insieme a sua moglie Santina Cippitelli. È proprio con loro due che Matteo e le sue sorelle, Elisa e Sofia, sono cresciuti. Matteo ha 26 anni. È un ragazzo con la sindrome di Down che dall’età di quattro anni pratica il nuoto pinnato. Da sempre si tuffa in acqua e insieme a lui, a bordo piscina, non è mai mancato il suo adorato nonno; il quale – quando non era vicino alle corsie – era sul pulmino a portare gli atleti e i bambini che frequentavano il corso estivo di nuoto al mare. E con nonno Beppe c’era sempre Matteo, che lo ha amato fino alla fine.

Beppe Bartolini doveva essere dimesso dall’ospedale di Grosseto il 20 novembre, ma quel giorno il suo cuore ha smesso di battere. In quella settimana Matteo, con il padre Andrea (ct della nazionale italiana di nuoto pinnato e allenatore del Gao Brinella) e sua mamma Tiziana Scaramucci (anche lei preparatrice degli esordienti del Gao) era a Lignano Sabbiadoro a disputare i campionati italiani di nuoto per ragazzi e ragazze disabili. Beppe è venuto a mancare proprio quando il figlio e il nipote erano lontani.ù

Il 26enne avrebbe dovuto disputare due gare: i 50 e i 100 metri. La notizia della morte è arrivata mentre doveva gareggiare per la prima competizione che è riuscito a vincere portando a casa il suo primo titolo italiano over 18 C21. L’anno precedente era arrivato secondo. Una grande gioia che avrebbe condiviso con l’amatissimo nonno. Matteo non ha invece potuto disputare la sua seconda gara perché, non appena è arrivata la notizia della scomparsa di Beppe, è partito subito con i genitori per rientrare a Orbetello. Un lungo viaggio velato dalla tristezza e dai ricordi di tutto quello che aveva vissuto con lui. «Era il mio nonno e gli voglio tanto bene», ha detto vicino alla salma esposta nella camera ardente dell’obitorio di Orbetello.

Matteo è andato a salutare Beppe con al collo la sua medaglia d’oro di campione italiano. Il nonno ne sarebbe stato orgoglioso, come lo era per tutte le vittorie e le gare che il nipote disputava. Quella medaglia tanto desiderata Matteo l’ha tolta dal collo e l’ha messa nella bara di Beppe. «È sua, l’ho vinta per lui», ha commentato. Un gesto che ha scaldato il cuore di nonna Santina e di tutti coloro che sapevano il bene che legava Matteo e Beppe. Oltre a praticare nuoto, Matteo gioca anche a pallavolo a livello amatoriale. È in cerca di lavoro e fa parte dell’associazione persone Down di Grosseto dove svolge laboratori di cucina, agricoltura. Partecipa anche al progetto dell’Orto giusto a Pitorsino.

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Pubblicato su Il Tirreno