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Addio a Franca Lodovichi: la danza, il teatro e una carriera all'insegna della generosità

 Fino all’ultimo ha cercato di aiutare le persone deboli e malate: il ritratto e le parole di chi l'ha conosciuta

GROSSETO. Fino all’ultimo ha cercato di aiutare le persone deboli e malate. Negli ultimi mesi, prima di essere ricoverata, andava ogni martedì nella Casa di riposo a far compagnia agli anziani. Raccontava loro storie per tenerli vivi; a sua volta li ascoltava per ricomporne il vissuto e trascrivere le memorie. Aveva il volontariato nel sangue, ma l’impegno sociale è stato la sua cifra anche nel lavoro.

Franca Lodovichi, già direttrice della Casa di riposo Ferrucci a Grosseto, vicepresidente provinciale dell’Avo (associazione volontari ospedalieri) e animatrice culturale cittadina con una gran passione per il teatro, è morta a 77 anni all’ospedale Le Scotte di Siena dov’era ricoverata dopo un’operazione al cuore. La morte è sopraggiunta per una complicazione. Nata a Castiglione della Pescaia l’8 marzo 1944, ha vissuto a Grosseto e per una vita è stata legata allo scultore Antonio Lazzari, uno dei fondatori della Primavera Maremmana con cui ha vissuto per 47 anni fino alla morte di lui, avvenuta nel 2018. Franca aveva due nipoti amatissimi che trattava come figli, Roberto e Diego Innocenti (il primo dipendente in Comune, il secondo avvocato), figli della sorella Mara che, oggi pensionata, per 38 anni è stata funzionaria giudiziaria in tribunale. «Mia sorella Franca – la piange Mara – è stata unica: era generosa e buona con tutti, una persona perbene».

Lodovichi è ricordata da più parti come una persona con il carattere sanguigno, molto diretta ma profondamente buona. Laureata in Sociologia, per un decennio era stata dipendente di Enal, l’ente nazionale di assistenza dei lavoratori attivo anche in Maremma, del quale lei ritrovò un cospicuo materiale fotografico e lo donò all’Archivio Fratelli Gori (v. foto), affinché la memoria non andasse perduta. A Grosseto è stata dipendente comunale all’ufficio personale. E si è poi dedicata con tutta se stessa nella Casa di riposo Ferrucci che ha diretto a lungo fino alla pensione. Come regista teatrale, per decenni ha dato vita a un’incredibile quantità di spettacoli e gestito la scuola di danza e teatro del Circolo Laboratorio del Movimento in cui. «Tante generazioni di giovani – racconta Carlo Sestini – si sono formate artisticamente grazie a lei, ma anche e soprattutto nel carattere. Da amante del teatro aveva fortemente voluto la costituzione della compagnia teatrale “Fischietti in scena” della polizia municipale di Grosseto e della Ferrucci, mettendo in scena diverse commedie in vernacolo toscano». L’ultimo suo progetto è stato “Ti racconto la mia storia”, che per protagonisti ha avuto gli ospiti della Casa di riposo Ferrucci. «Nel presentarlo – ricorda Sestini – lei stessa si era messa a raccontare una storia: la sua, quando ancora tredicenne varcò la porta dell’ex Commenda». Da allora quel posto le era entrato nel cuore. E da grande ne è stata direttrice grazie alla collaborazione di tutto il personale e tanti benefattori. «Il 27 settembre Franca mi ha scritto l’ultima volta – chiude Sestini – informandomi che si sarebbe dovuta sottoporre a un’operazione all’aorta e di pregare per lei. Poi non l’ho più sentita. Mi mancherà e la ricorderò con grande affetto».

Lodovichi è stata anche vicepresidente provinciale dell’Avo, tuttora in carica. «Una persona dotata di grande carisma – dice la presidente Miria Geppetti – e piena di idee sia per la casa di riposo che per la nostra associazione cui ha dato un grande contributo. Agli ospiti del Ferrucci è sempre stata legata». Non ha dubbi neppure l’altra vicepresidente dell’Avo Grazia Baldi, che la descrive come «una persona squisita. Andava dagli anziani e li faceva disegnare, raccontava tante storie per tenerli impegnati. E poi li ascoltava e trascriveva le loro memorie. Era una donna di grande sensibilità e capacità». Un pensiero arriva dal Coeso Sds. «Siamo profondamente scossi dalla notizia – dice il direttore Fabrizio Boldrini – e tutta la Società della Salute grossetana si stringe intorno alla famiglia di Franca. La dottoressa Lodovichi è stata una figura di riferimento per il nostro consorzio, mettendo a disposizione la propria esperienza professionale e le proprie competenze anche nel periodo in cui la casa di riposo del Comune è passata alla gestione associata del Coeso. Franca si era spesa negli anni per rinnovare i locali, creando una struttura moderna e accogliente dove non solo i residenti ma anche le loro famiglie potessero trovare una nuova casa». Dopo il suo pensionamento, chiudono Elisabetta Mori (responsabile dell’unità funzionale servizi socio assistenziali e socio educativi del Coeso) e Giampaolo Tollapi (responsabile delle strutture residenziali), «ha mantenuto un legame forte con il Ferrucci dedicando tempo alle attività promosse dall’Avo per i nostri ospiti. La sua perdita ci ha colpito duramente».

La salma è arrivata mercoledì 27 ottobre da Siena all’obitorio di Sterpeto, dov’è stata allestita la camera ardente. Il funerale si è celebrato alle 15 di giovedì 28 ottobre al cimitero di Sterpeto. Il corpo sarà cremato e le ceneri, come voleva Franca, saranno deposte accanto a quelle del padre.

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Pubblicato su Il Tirreno