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L'addio all'assessora di Pisa, "un esempio al servizio degli altri"

Una folla commossa ha reso omaggio all’assessora comunale morta a 49 anni

Pisa. «Vogliamo ricordare Gianna come una persona che ha fatto del bene e si è presa cura degli altri, sia come medico che come amministratore pubblico. Possa la nostra Gianna riposare in cielo tra i giusti nel regno di Dio e dal cielo possa vegliare su di noi, i suoi cari e su questa città che ha amato e ha servito. Gianna nella vita terrena si è occupata di persone fragili e bisognose, ma ha aiutato anche chi lottava con la malattia. Penso che facendo del bene, su questa terra, abbia già incontrato il volto di Dio».

Così, con queste parole, ieri pomeriggio, don Lorenzo Bianchi, ha voluto ricordare, nella chiesa della Sacra Famiglia, la figura di Gianna Gambaccini, assessora, presidente della Società della salute e medico neurologo, stroncata da un malore nella sua abitazione a soli 49 anni, nella notte tra giovedì e venerdì, mentre lottava contro una severa malattia.

Una cerimonia funebre molto sentita e partecipata, officiata dal parroco della Sacra Famiglia, don Lorenzo Bianchi, che ha concelebrato insieme a don Luca Casarosa, cappellano dell'ospedale di Cisanello, e a don Benny. Tantissime autorità presenti in chiesa, ma anche moltissimi cittadini che spontaneamente si sono voluti stringere intorno al marito Biagio Solito e alla figlia Camilla, così duramente colpiti nei loro affetti più cari. Seduti in prima fila, padre e figlia, si sono fatti forza l’uno con l’altra, sotto lo sguardo smarrito di chi ha voluto bene a Gianna Gambaccini, madre, moglie, medico e amministratore pubblico strappata alla vita ancora troppo presto.

La chiesa della Sacra Famiglia pur essendo molto spaziosa ha avuto difficoltà ad accogliere i tanti che ieri hanno voluto essere presenti per questo ultimo saluto. In molti hanno seguito il funerali fuori, davanti alla cappella o sul prato adiacente alla chiesa. Il feretro portato a spalla da un gruppo di amici, tra cui il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai, ha fatto il suo ingresso nella Sacra Famiglia alle 14.30 in punto, sulle note dell'organo suonato dal consigliere comunale Riccardo Buscemi. In chiesa l'intera giunta e i consiglieri di maggioranza e di opposizione, oltre a rappresentanti di vari amministrazioni comunali della provincia di Pisa. Occhi lucidi ovunque e occhiali scuri quasi a volere celare un dolore bipartisan che ha avvolto la città fin dalle prime ore di venerdì mattina, quando è trapelata la tragica notizia.

Tra i presenti, in chiesa, anche il prefetto Giuseppe Castaldo, l'eurodeputata Susanna Ceccardi e l'onorevole Edoardo Ziello, oltre a diversi colleghi della dottoressa Gambaccini (era dirigente medico dell'unità operativa di Neurologia all'ospedale Lotti di Pontedera) che dall'altare hanno voluto ricordare le doti umane e professionali di «un grande medico e di una grande donna». Pur nel dolore e nella commozione ha voluto prendere la parola anche il marito di Gambaccini, il dottor Biagio Solito, ricordando la moglie con parole dolcissime e svelando una data cara alla coppia, il 7 novembre 1993, giorno in cui si incontrarono per la prima volta e fu amore a prima vista.

Commossi anche il presidente del consiglio comunale Gennai e l'onorevole Ceccardi nel ripercorrere la loro amicizia con Gambaccini, fatta di battaglie politiche ma anche di sentimenti veri. La commemorazione è proseguita, sempre nel pomeriggio di ieri, ma questa volta in forma civile, sotto Palazzo Gambacorti. La salma dell'assessora ha fatto il suo arrivo davanti al Comune poco prima delle 16. È stato il sindaco Michele Conti visibilmente commosso a portare il saluto della città e ricordare la collega di giunta. «Gianna era un medico ed era molto brava e stimata da tutti – ha detto il primo cittadino – ma era brava anche per l'impegno che aveva avuto in questi tre anni insieme a noi, in giunta, con una assessorato difficile, al sociale, che lei aveva accettato fin dal primo giorno con tanto entusiasmo.

Cercava di portare avanti un percorso che potesse andare a migliorare la qualità della vita di tanti cittadini meno fortunati. Anche come presidente della Società della salute ha cercato di di risolvere i problemi della povera gente. A me ha raccomandato in un foglietto gli alloggi popolari. Io quel foglio ce l'ho sulla scrivania e cercherò di portare avanti il suo testamento».

Davanti al Comune ha preso la parola, tra gli altri, anche il sindaco di San Giuliano Sergio Di Maio, poi la salma è stata scortata a piedi fin davanti Palazzo Blu, per un ultimo addio.

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Pubblicato su Il Tirreno