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Follonica, morto a 15 anni: il colpo col fucile trovato in casa, le parole della preside e il dolore dei compagni di classe

La vittima non ha lasciato alcun messaggio, ma i carabinieri pensano a un gesto volontario: inutili gli sforzi dei soccorritori per salvargli la vita

FOLLONICA. Un fucile da caccia. Nessun biglietto ritrovato per il momento dai carabinieri. L’ipotesi del suicidio che prende sempre più corpo. Una tragedia che sconvolge una famiglia e getta nel dolore un territorio intero. La storia è quella - straziante - che è stata raccontata sull’edizione di sabato 23 ottobre. Nel pomeriggio di venerdì 22 ottobre, un 15enne è stato trovato senza vita. Sul suo corpo i segni di un colpo di arma da fuoco. L’episodio è avvenuto in una casa di campagna, sulle colline sopra Follonica. Ora emergono nuovi dettagli che fanno luce su una storia terribile.

GESTO VOLONTARIO

L’allarme è scattato attorno alle 18 di venerdì 22 ottobre. Stando alle informazioni raccolte, l’adolescente avrebbe preso il fucile - presente in casa e regolarmente denunciato - e si sarebbe diretto in una stanza secondaria dell’abitazione. Sembrava che fosse accaduto in giardino, ma il dramma si sarebbe consumato nella taverna del podere dove la vittima abitava con la famiglia. Il primo a essersi accorto di quanto accaduto sarebbe stato il babbo. I soccorritori hanno provato a rianimare il 15enne per circa un’ora, ma quel colpo all’altezza della testa è stato fatale. Il giovane non ha lasciato alcun tipo di messaggio, ma la convinzione dei carabinieri è che si tratti di un gesto volontario. Restano da capire i motivi. C’è da indagare nell’esistenza del 15enne per vedere se c’era qualche elemento capace di indurlo a un atto tanto estremo quanto inspiegabile.

PARLA LA PRESIDE

La vittima frequentava il secondo anno di un liceo della provincia. La dirigente scolastica lo ricorda come «un ragazzo che non ha mai dato o avuto alcun tipo di problema o mostrato segnali di sofferenza. La sua, inoltre, è una classe molto tranquilla, in cui non si sono mai ravvisati episodi particolari tra gli studenti. Questa vicenda ci fa piombare in un dolore assurdo, che sarà davvero difficile da superare».

I COMPAGNI DI CLASSE

Sabato 23 ottobre i compagni di classe della vittima hanno parlato a lungo coi professori di quanto accaduto al loro amico. «So che si sono confrontati con i docenti - spiega ancora la preside -, e che hanno parlato dell’episodio. È normale che in questa fase i ragazzi si sentano in qualche modo smarriti. Sono cose che segnano gli adulti, e chiaramente segnano ancora di più degli adolescenti che di punto in bianco vedono vuoto il banco del compagno di classe. La cosa migliore da fare è ascoltarli e parlare con loro, non lasciarli soli. Il dolore c’è, e non se ne andrà. Non ho ancora parlato con la famiglia, avrò modo di farlo. L’atmosfera stamani (sabato 23 ottobre, nda) era davvero pesante. È normale che sia così, questo lutto è qualcosa che ci sconvolge e ci ferisce profondamente».

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Pubblicato su Il Tirreno