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Morto sciacchiato da un escavatore, la Procura attende la relazione dell’Asl

Santa Croce: il magistrato vuole capire se sono state rispettate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, quasi certa l’autopsia

SANTA CROCE. Una fatalità senza responsabili o il mancato rispetto delle norme negli ambienti di lavoro.

Cosa può aver causato o favorito l’incidente mortale di sabato mattina in cui ha perso la vita l’operaio Vincenzo Garone nel magazzino della Se.Ma.Co. è il quesito che il magistrato Aldo Mantovani cercherà di chiarire dopo aver ricevuto, tra stamani e domani, l’informativa degli ispettori della Medicina del lavoro dell’Asl Toscana Centro. La Procura attende la ricostruzione dell’infortunio da parte dei tecnici Asl per procedere con eventuali contestazioni verso chi ha una posizione di garanzia a livello di sicurezza nei luoghi di lavoro. Chi, per legge, deve formare e garantire le informazioni ai dipendenti su come ci si muove in un ambiente produttivo tra limiti e precauzioni.

L’escavatore è stato sequestrato ed è a disposizione per eventuali consulenze che il sostituto procuratore riterrà di dover disporre per riscontrare eventuali anomalie. La salma dell’operaio è stata trasferita all’istituto di medicina legale. Dopo aver letto la relazione della Medicina del lavoro valuterà se e chi iscrivere sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. I tempi sono brevi per l’esecuzione dell’autopsia, anche per consentire entro la fine della settimana la celebrazione del funerale del padre di famiglia. Da capire se la manovra alla guida dell’escavatore che il 47enne di Santa Maria a Monte, sposato e papà di un figlio di 17 anni, ha avviato sabato mattina nel capannone in uno spazio ristretto sia stata fatta rispettando le procedure oppure no. In retromarcia si è mosso per alcuni metri e nello sporgersi con la testa alla sua sinistra è rimasto incastrato tra il montante del cingolato e un pilastro del capannone. L’operaio è morto quasi subito. Quella manovra e lo spazio in cui è avvenuta sono il punto focale della relazione Asl.

Magari non era la prima volta che spostava il mezzo in quel modo e ha pensato di poter passare da un pertugio che alla fine si rivelato mortale. Riverso sul cingolato, il corpo di Garone è apparso privo di vita ai primi soccorritori che hanno tentato una rianimazione poi rivelatasi inutile.

Il segretario provinciale della Cgil Mauro Fuso in una nota afferma: «Il giorno della manifestazione di Cgil Cisl e Uil a Roma contro tutti i fascismi, partecipata, sentita e democratica è stato funestato dagli ennesimi incidenti sul lavoro. In uno di questi ha perso la vita a Santa Croce sull'Arno un operaio di 47 anni. Una famiglia piange ancora un morto di lavoro in questa macabra e infinita sequenza di vite umane perse. La Cgil di Pisa si stringe intorno alla famiglia in un abbraccio che urla di nuovo basta, basta morti sul lavoro. Le ultime misure adottate dal Governo sono importanti, ma comunque insufficienti in una striscia nera che si allunga di giorno in giorno. Tutti dobbiamo operare con coscienza e con strumenti adeguati per porre fine ad una strage continua. Prima di tutto ponendo al centro la vita e la sicurezza della persona prima del profitto e di qualsiasi altro interesse economico».

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Pubblicato su Il Tirreno