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Guarire dall’ictus adesso è possibile «Ma è decisivo il fattore tempo»

«Riconoscere i sintomi e chiedere subito i soccorsi permette di salvare la vita»: ecco i consigli dei medici  

Matteo Scardigli

LIVORNO. Non si muore di solo Covid-19, o si resta segnati a vita. Al tempo della pandemia si corre il rischio di dimenticare le altre malattie, sottovalutando il valore della prevenzione e prestando il fianco alla propaganda anti-scientifica. Ecco perché Fondazione Confcommercio Toscana, col patrocinio della Regione Toscana, ha promosso un’iniziativa dal titolo “Ictus. Pochi minuti valgono una vita”, che si è svolta ieri a palazzo Pancaldi in un dibattito coordinato dal capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci in vista della giornata nazionale del 29 ottobre. Ictus, dal latino “colpo”. Conosciuto anche come accidente o insulto cerebrovascolare, apoplessia, attacco cerebrale, colpo apoplettico, o ischemia cerebrale, si verifica quando una chiusura o rottura di un vaso sanguigno al cervello provoca la morte delle cellule. In Italia colpisce ogni anno una persona su tre, ed è la seconda causa di morte al mondo dopo l’infarto. Diecimila i casi all’anno in Toscana. Anche a Livorno, sottolinea il sindaco Luca Salvetti, l’ictus «fa numeri significativi. Dobbiamo chiederci perché e cogliere ogni occasione per informare i cittadini».

«Fino a circa 20 anni fa l’ictus non si poteva curare, oggi si può ma va riconosciuto subito. E per riconoscerlo, e magari salvare chi ci è caro, bisogna prima conoscerlo», spiega la ricercatrice del Cnr Marzia Baldereschi . Brevi parole ma incisive, come il video che introduce. La produzione di Regione Toscana (si può vedere su regione. toscana. it/ictus) illustra i sintomi da individuare (bocca storta, braccio debole, difficoltà a parlare o a vedere, o ancora un forte mal di testa mai provato prima), invita a reagire rapidamente in presenza di uno o più sintomi – anche se durano pochi minuti e poi scompaiono – e chiamare subito il 112 avendo cura di annotare l’ora di esordio dei sintomi, e infine esorta a ridurre il rischio controllando pressione, colesterolo e glicemia, mangiando sano ed eliminando il peso in eccesso, e facendo attività fisica, non fumare né assumere stupefacenti.

«Lancio altra proposta: diffondiamo il video nelle scuole superiori, pensiamo ai nipoti che si trovano con i nonni», suggerisce con il consueto dinamismo Francesca Marcucci, vicepresidente di Confcommercio Toscana e presidente della sede confederale labronica. Invito accolto (e impegno preso) dal presidente della fondazione Confcommercio Toscana Onlus diretta da Antonio Fanucchi: «Siamo nati piano piano con i soldi del 5xmille. Abbiamo aiutato l’ospedale Meyer, distribuito le mascherine ai nostri associati che non se le potevano permettere e aiutato scuole colpite da eventi calamitosi, ma volevamo portare un aiuto alla società tutta. Conosciuto questo progetto di Regione Toscana ci siamo votati alla causa, anche perché molti commercianti ipertesi vengono colpiti da questa tragedia subdola e vigliacca». La prossima tappa del progetto sarà proprio nel capoluogo regionale alla presenza del presidente Eugenio Giani. In vece dell’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, nel frattempo a Livorno interviene Manuele Braghero capo di ganinetto dell’assessorato alla Salute: «Misurarci con la pandemia ha imposto, senza bandiere di partito, modifiche organizzative e tecnologiche molto importanti al sistema sanitario toscano, al quale adesso si pone il problema di recuperare in tempi rapidissimi chi è rimasto fuori. Ci aspetta un periodo significativo – riferendosi a Livorno - per il quale garantiamo massimo impegno per il nuovo ospedale, per le case di comunità e per la telemedicina. Per quanto riguarda la prevenzione, va fatta con la partecipazione attiva dei cittadini». Illustri relatori erano Giovanni Orlandi, neurologo presso la “Stroke unit” dell’Aoup di Pisa e responsabile clinico della Rete Ictus Toscana; il direttore della centrale operativa di Usl Toscana Nord Ovest Andrea Nicolini; il responsabile del pronto soccorso di Livorno Alessio Bertini; la presidente di Inps Toscana Franca Petrà e i presidenti di Alice (associazione per la lotta all’ictus cerebrale) Toscana e Grosseto Alessandro Viviani e Anna Maria De Angelis. E’ stata l’occasione per approfondire i temi della conoscenza e della prevenzione dell’ictus, ma anche della cura e della riabilitazione. Tutti i medici, nel sottolineare la possibilità di guarire da questa patologia, hanno insistito sulla parola d’ordine «fare presto». Prima si riconoscono i sintomi, prima si chiedono i soccorsi, prima si interviene con le cure e più alta è la possibilità di vincere la battaglia contro l’ictus. Bocca storta, braccio debole, difficoltà a parlare e difficoltà della vista sono i sintomi che devono allertare e spingere subito a chiedere al 112 un soccorso “mirato”: agire entro le prime quattro ore e mezzo significa salvare una vita.

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Pubblicato su Il Tirreno