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Morto a 21 anni in uno scontro: la famiglia, la passione per il calcio e quel "ti amo" sull'albero maledetto

Lo schianto vicino a Cerreto Guidi: il giovane era al volante di una Smart che è finita contro un cipresso. La dinamica dell'incidente e i ricordi

CERRETO GUIDI. La sua vita è finita contro un albero in una strada che, purtroppo, proprio in quel tratto ha visto negli anni altre vittime. A 21 anni è morto Devinson Bregu, di Empoli, dopo essersi scontrato, a bordo della sua Smart bianca, contro un cipresso che costeggia via Piave, poco prima dello stabilimento ex Enny (ora riaperto da Balenciaga)venendo da Lazzeretto. Per lui non c’è stato niente da fare, è morto quasi sul colpo dopo esser finito nell’oliveto che si trova sotto la strada.

L’incidente è avvenuto domenica mattina dopo le tre: il giovane proveniva da Lazzeretto ed era diretto verso Cerreto Guidi. Stava rientrando a casa, nella zona della stazione a Empoli, dopo una serata trascorsa fuori e al termine di una settimana di lavoro.

Per cause che sono ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo della Smart e il mezzo è andato a finire contro un cipresso che costeggia la strada, la provinciale 31.

Dopo il primo impatto, probabilmente ce ne è stato un secondo contro un altro albero sotto la strada (in quel punto il terreno è in pendenza) e infine la conclusione della corsa della piccola auto in mezzo a un’oliveta.

Il giovane è stato soccorso da un’ambulanza della Croce Verde di Lamporecchio e da una automedica sempre partita da Lamporecchio.

Ma nulla è servito a salvare la vita di Devinson Bregu: medici e infermieri hanno provato a rianimarlo ma già quando sono intervenuti il ragazzo non respirava più. E l’ambulanza della Croce Verde non si è mossa verso l’ospedale.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Cerreto Guidi e della compagnia di Empoli per chiarire la dinamica dell’incidente.

Poi, un paio di ore dopo, il corpo di Devinson Bregu è stato trasferito all’istituto di medicina legale di Firenze per effettuare l’autopsia che verrà fissata nei prossimi giorni.

Dopodiché sarà decisa la data dei funerali.

Il giovane, che era nato a Vasto (in provincia di Chieti) il 18 maggio 2000, viveva da molti anni con la famiglia, di origine albanese, nell’Empolese.

Prima era residente a Ponte a Elsa e poi si era trasferito con la mamma Albina Carduku e il fratello Louis, di 20 anni, in via dei Cappuccini.

Dopo aver frequentato la scuola media Busoni Vanghetti e poi l’istituto professionale Leonardo da Vinci, Devinson lavorava come operaio in una azienda della zona nel campo degli infissi.

In passato aveva giocato a calcio, nelle squadre del Ponte a Elsa.

Tra i suoi amici e conoscenti, lo ricordano come una persona «cordiale, tranquilla e disponibile con tutti». Un ragazzo «con la testa sulle spalle» che divideva il suo tempo tra il lavoro, qualche amico nel tempo libero. E che da alcuni mesi aveva anche una fidanzata.

Sull’albero compare il ricordo: un cuore e la scritta "ti amo"

Dopo l’intervento dei carabinieri, che hanno fatto i rilievi, e degli addetti della carrozzeria che hanno portato via la Smart, ora a disposizione della magistratura, sull’albero su cui è finita l’auto è comparso un ricordo per il giovane, delicato e commovente al tempo stesso: un cuore intagliato con un coltello sulla corteccia del cipresso.

E non solo: accanto c’era anche la scritta "Ti amo". Un ricordo che è comparso nel primo pomeriggio di una domenica grigia e piovigginosa.

A realizzarlo una persona che con quel gesto ha voluto mettere un suggello per non dimenticare "Devi", come veniva chiamato da tutti, in famiglia e tra gli amici. L’amore contro una morte ingiusta. Anche perché "Devi" era un ragazzo apprezzato e amato da tante persone.

E, infatti, la sua perdita, ha suscitato grande cordoglio fino da ieri mattina intorno alle sei quando la famiglia e tanti amici si sono diretti a Cerreto Guidi, sul luogo dell’incidente.

Purtroppo per il giovane non c’era più nulla da fare. La sua macchina era completamente distrutta dopo gli impatti subiti prima lungo la provinciale Traversa di Cerreto e poi nel terreno sottostante.

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Pubblicato su Il Tirreno