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Femminicidio di Monterotondo, due colpi per uccidere Silvia con il coltello regalo degli amici

L’autopsia farà luce completa sulla verosimile dinamica. Eseguito l'esame sarà possibile organizzare il funerale

MONTEROTONDO MARITTIMO. Due colpi, al collo, sul lato destro di Silvia Manetti che era seduta nel Doblò sul lato passeggero. Un colpo sopra l’altro, quello inferiore molto esteso, anche molto profondo. Vibrati con un coltello a scatto, dalla lama di oltre dieci di centimetri, trovato poi nello stesso abitacolo dai carabinieri: un oggetto che Nicola Stefanini, mancino, quella sera al volante, portava sempre con sé, ha detto al giudice, perché era un regalo di amici cui è molto affezionato, che lo avevano fatto confezionare artigianalmente tempo addietro proprio per donarglielo.

Questa la prima ricostruzione del femminicidio che ha sconvolto Monterotondo Marittimo, con l’autopsia affidata al professor Mario Gabbrielli che farà luce completa su entità e numero dei colpi nonché sulla verosimile dinamica. Eseguito l’esame, la pm Anna Pensabene ha concesso il nulla osta alla sepoltura: ma non sono stati ancora fissati né luogo né data del funerale, sui quali dovrà interloquire anche l’avvocato lucchese che tutela i due figli di lei, rimasti adesso orfani anche della madre dopo il decesso per malattia del padre alcuni anni fa. I carabinieri del nucleo investigativo stanno intanto eseguendo gli accertamenti chiesti dalla Procura.

Mentre ieri sera è stata celebrata una messa con un pensiero speciale per Silvia e per i suoi figli, è già deciso che domenica 22 si terrà una fiaccolata per le strade del paese. «Sarà un momento collettivo per omaggiare una donna che ormai faceva parte della nostra comunità. Che in poco tempo si era inserita nel tessuto paesano con la sua gentilezza e la sua simpatia. Silvia non passava inosservata. Era una persona splendida», dice il sindaco Giacomo Termine. Il quale in queste ore sta ricevendo numerose richieste da parte di persone che si offrono per dare un aiuto ai due ragazzi.

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Pubblicato su Il Tirreno