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Femminicidio di Monterotondo, dai post contro la violenza sulle donne alle coltellate alla compagna

Sui social Stefanini condivideva le campagne in difesa delle donne. A Monterotondo il paese è frastornato, dolore per i due bambini 

MONTEROTONDO (Grosseto). Era il 24 novembre 2018. Nicola e Silvia stavano insieme da poco più di tre mesi. “Un fiocco rosso contro la violenza sulle donne”. È il messaggio che Nicola Stefanini, il femminicida, pubblicò sulla propria bacheca Facebook. Ora, a rileggere quel post vengono i brividi. Perché Nicola è in carcere a Grosseto. La compagna Silvia Manetti, è all’obitorio di Siena. Lui l’ha ammazzata a coltellate mentre tornavano a casa – a Monterotondo Marittimo – dalla cena a Gavorrano per festeggiare i tre anni di fidanzamento. Prima i messaggi contro la violenza, poi quella coltellata – con una lama di 15 centimetri – a spezzare la vita della donna che diceva di amare. Il tema della lotta alla violenza era ricorrente nell’attività sui social di Nicola Stefanini. Il 24 febbraio 2019 sposava – attraverso la pubblicazione di una fotografia di una cicogna e un fiocco bianco – la campagna contro la violenza sui bambini.

Due i bambini, quelli di Silvia, nati nel 2007 e nel 2011 dal marito morto prematuramente per tumore, che ora non hanno più la mamma. Ed è solo colpa di quelle coltellate partite dalla mano di Nicola. Monterotondo ora è un paese frastornato. Nicola e Silvia ci abitavano dall’estate 2020. Il femminicidio ha scosso la popolazione.

Anche negli altri comuni della provincia. Come Scarlino, dove l’assessora alle Pari opportunità, Silvia Travison, interviene sulla terribile vicenda. «Un dramma che ci ha sconvolto profondamente, anche perché come Scarlino, Monterotondo è una piccola realtà della provincia di Grosseto. Vogliamo esprimere le nostre condoglianze – dice Travison – alla famiglia della vittima e confermare il nostro impegno nel promuovere tutte le azioni necessarie per contrastare la violenza sulle donne». E il delitto di Silvia è al centro del messaggio che arriva dalla Regione. In particolare dall’assessora alle Pari opportunità, Alessandra Nardini: «La scia di orrore e violenza si allunga in Toscana. A essere uccisa da un uomo, il compagno, è l’ennesima donna, una mamma. La violenza contro le donne è un fenomeno contro cui dobbiamo davvero mettere in campo ogni sforzo, a partire dalla promozione della cultura del rispetto e della parità».

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Pubblicato su Il Tirreno